Taylor-Burton. Amore,
lusso e sesso sfrenato

Il 23 marzo 2011 si è spenta una grande e famosa attrice della Hollywood anni Cinquanta e Sessanta: Elizabeth (Liz) Taylor. Appena diciassettenne fu apprezzata per la sua interpretazione di Angela Vickers nel film Un posto al sole cui seguirono numerosi film tra cui ricordiamo Il Gigante, La gatta sul tetto che scotta, Improvvisamente l’estate scorsa e Cleopatra.

Taylor, Il bacio tra Richard Burton e Elizabeth Taylor nel film "Cleopatra"

Il bacio tra Richard Burton e Elizabeth Taylor nel film “Cleopatra”

Le riprese di Cleopatra iniziarono a Londra nel 1960 sotto la regia di Rouben Mamoulian, ma dopo poche settimane furono interrotte perché Liz Taylor si prese una brutta polmonite. Per consentire all’attrice di ristabilirsi, il set fu trasferito a Roma, negli studi di Cinecittà. La produzione riprese nel 1961 con la regia di Joseph L. Mankiewicz, e il film venne distribuito nel 1963 ma, a causa dei costi elevati e degli scarsi risultati al botteghino, la casa produttrice rischiò il fallimento.
Sul set Liz conobbe Richard Burton. Burton aveva 37 anni e veniva dalla classe proletaria del Galles. Attore di teatro era diventato famoso recitando Shakespeare. Da poco giunto ad Hollywood, si era recato a Cinecittà con la moglie per girare Cleopatra e lì incontrò Liz. Lei sapeva che Richard era un donnaiolo, dedito all’alcool e lo trovava insopportabile. Pare che lui l’avesse abbordata con un «Lo sai che sei molto carina ma un po’ grassa?» ma bastò qualche bacio sul set, durato più a lungo, che Liz si innamorò di quell’uomo cupo e seducente.
Il flirt, iniziato durante le riprese, culminò con fughe in ville private all’Argentario. Inseguiti dai fotografi, lo scandalo divenne di dominio pubblico e il Vaticano arrivò a condannarli per “vagabondaggio erotico”. La loro relazione, nonostante lo scandalo, non incise negativamente sulle loro carriere.

Richard Burton e Elizabeth Taylor

Dopo aver divorziato, i due amanti nel 1964 convolarono a nozze. Seguirono anni di lusso sfrenato, yacht, jet privati, diamanti e litigi leggendari. Liz amava i gioielli e le pietre preziose. Per dichiararle il suo amore Richard aveva scelto un gigantesco diamante taglio Asscher da 33,19 carati (oggi del valore di quasi 8 milioni di euro) e nel 1969 acquistò un diamante con forma a pera da 69,42 carati. Vivevano in un lusso sfrenato come anche il sesso. Un ménage senza regole dove le liti erano frequenti, spesso dovute all’abuso di alcool, e sul set si versavano il brandy nelle bottiglie di Coca Cola per non farsi scoprire. E poi ci furono le minacce di suicidio di lei e i ricoveri per disintossicazione di lui. Nel 1974 infatti divorziarono, ma la separazione non durò: 18 mesi dopo si risposarono, ma, quattro mesi più tardi ci fu il secondo divorzio.
Anche dopo la fine della loro storia sentimentale, non riuscirono a separarsi definitivamente. Nel 1983 tornarono insieme sul palco in Private Lives, una commedia su due ex coniugi incapaci di smettere di amarsi e ferirsi. Burton sposò poi Sally Hay, mentre Taylor continuò a collezionare matrimoni e successi.

Katharine Hepburn, Montgomery Clift e Elizabeth Taylor in “Improvvisamente l’estate scorsa”

La loro è stata la storia d’amore più famosa del ‘900. Ben 40 furono le lettere che Burton inviò alla Taylor, anche oltre la fine della loro storia. Le scrisse l’ultima lettera otto mesi dopo il suo matrimonio con l’ultima moglie, Sally Hay, una settimana prima di morire all’età di 59 anni.
«Voglio sapere come stai, mio odio, la mia croce e la mia delizia, ombra e luce, la mia colomba e il mio corvo. Qui niente di nuovo: il lago opaco, il muro di pioggia, la finestra cieca attraverso cui brilla l’agata del ricordo dei tuoi occhi viola.
La domenica pomeriggio striscia lenta, bevo… Lascia che ti dica che sono triste come un vecchio cane e che la mia solitudine è una casa enorme, vuota e inutile, come questa. La mia gatta gialla miagola… vorrei che lo facesse alla tua ombra, alla tua silhouette di dea antica… anche lei ti rimpiange e graffia il calco della tua assenza. Sembra che le abbia lasciato i tuoi occhi per non farmi dimenticare di te. Se tu potessi rispondermi, dirmi che non è ancora troppo tardi per il marinaio ubriaco che vuole tornare al suo molo… Premo il cuore contro la finestra e il mio polso, insieme all’orologio della pioggia, ripetono il tuo nome e il mio…

Elizabeth Taylor nel film “La gatta sul tetto che scotta”

Mi viene da pensare che tu sia rimasta, che il tempo non sia passato e che questa non sia la lettera di un ubriaco, ma un poema sconvolto… Mi torna sempre in mente quel tempo che abbiamo vissuto come ospiti del successo, con il nostro letto alla deriva nei vortici del Tevere, con le carezze della gelosia e i morsi del desiderio, le seduzioni dell’inganno e il bacio della colpa… Non c’è vita senza di te, sei l’osso e la vena, torbida e limpida, il muro e l’edera, l’erba che bacerà la mia lapide: la vita e il nulla. Non tornerà più l’istante di tenebra in cui galoppavi sull’onda del mio orgasmo. Con me in te, ti sogno. Finisco qui, come ti dicevo, qui non c’è nulla di nuovo, il lago opaco, i latrati del vento, è domenica pomeriggio… no, è già notte, e bevo… continua a piovere su questa casa nuova e fatiscente, che sembra non avere un tetto, ma solo il pavimento della tua assenza. Piove su di me e su queste parole sbiadite, che ti chiamano mille volte. In fondo, non ci siamo mai separati. E suppongo che non lo faremo mai…»
In quell’ultimo anno non si erano più visti. Liz trovò la lettera nella sua casa in California, al ritorno dal funerale di Richard in Svizzera. Lei ha custodito la lettera fino alla fine dei suoi giorni e ha sempre affermato che Richard è stato l’unico vero amore della sua vita: «Dopo Richard, gli uomini della mia vita erano lì solo per tenermi la borsetta, per aprire la porta. Tutti gli uomini dopo Richard erano in realtà solo una compagnia».