La protesta sociale
colpisce Meloni
“Guerriglia” a Milano

È un crescendo. Protestano gli studenti in tutta Italia venerdì 16 ottobre, in agitazione gli autotrasportatori e gli agricoltori al Sud da giorni, scioperano gli operai dell’ex Ilva di Taranto temendo la chiusura dell’acciaieria.

Protestano gli studenti, La polizia usa gli idranti contro gli studenti a Torino

La polizia usa gli idranti contro gli studenti a Torino

Sabato 17 ottobre manifesta a Milano «Italia in piazza» contro il carovita e i bassi salari. La protesta degenera: scene di guerriglia urbana nel centro storico compresa Piazza Duomo, protagonisti circa 500 ragazzi, lanci di sassi e petardi contro le forze dell’ordine, idranti e lacrimogeni contro i manifestanti, vetrine di negozi distrutte, molti feriti. Una cinquantina i fermati, in gran parte ragazzi con meno di 18 anni. Scene analoghe di violenza anche a Torino e Bologna.

Sempre sabato 17 ottobre la Cgil manifesta a Roma e annuncia uno sciopero generale contro la manovra economica del governo per il 20 novembre. Improvvisamente la protesta sociale scatta contro Giorgia Meloni con conseguenze pericolose sull’ordine pubblico.
Gli studenti e molti professori (circa 500.000 persone) scendono in piazza venerdì 16 ottobre chiedendo più fondi per la scuola e contro il caro alloggi.
A Torino ci sono scontri con la polizia, a Roma gli studenti gettano a terra i cassonetti dei rifiuti. Manifestano anche a Milano, Padova, Mestre, Verona, Bologna, Firenze, Pisa, Brindisi, Cagliari. Partono dall’istruzione, come i compagni francesi in lotta, per arrivare a una contestazione politica delle scelte dell’esecutivo di destra-centro: dall’immigrazione alla politica estera. Gli slogan urlati nei cortei e stampati sugli striscioni dicono già tutto: «Nessuno è straniero» in riferimento agli immigrati, oppure «non ci sono soldi per le nostre scuole, ma per le loro armi sì» in relazione alla guerra in Ucraina.

Giorgia Meloni alla Camera

Gli autotrasportatori e gli agricoltori sono in rivolta contro il caro gasolio in Puglia, Calabria, Sicilia, Molise, parte della Campania. La miscela esplosiva ha modalità miste: presidi di autocarri sulle strade e le autostrade con rallentamento del traffico, blocco del carico di alcune merci come in Sicilia. Risultato: molte pompe dell’Italia meridionale chiudono per mancanza di carburante, alcuni supermercati del Mezzogiorno cominciano ad accusare la carenza di merci (soprattutto ortaggi e frutta) negli scaffali, scatta l’allarme per la distribuzione di prodotti essenziali come i medicinali.
La Cgil e oltre cento associazioni laiche e cattoliche della “Via maestra” manifestano a Roma contro i bassi salari, i rincari provocati dalla crisi energetica internazionale, la difesa dello stato sociale. Maurizio Landini parla di 100.000 persone nella capitale. Dice: «Siamo in piazza perché la gente non ce la fa più».

Elly Schlein alla Camera

Giorgia Meloni cerca di correre ai ripari. Promette agli autotrasportatori e agli agricoltori altri aiuti contro il caro gasolio. Punta ad anticipare al 20 ottobre l’incontro fissato dal ministro delle Infrastrutture Salvini per il 27 con le associazioni di categoria. La presidente del Consiglio parla di «teppisti» che sfruttano le manifestazioni «per seminare il caos». Precisa: «Manifestare è un diritto. Mettere a ferro e fuoco le nostre città non lo è». Invita di nuovo le opposizioni: «Non siano ambigue su questo».

Elly Schlein invece se la prende con l’inerzia del governo. La segretaria del Pd difende le manifestazioni: «Non è colpa degli autotrasportatori e degli agricoltori che protestano se i prezzi della benzina sono insostenibili. Non è colpa degli studenti che protestano se non riescono a pagare gli affitti e le scuole cadono a pezzi».
Il disagio sociale, cogliendo molti osservatori di sorpresa, alla fine bussa alla porta di Meloni. Non è un caso se protestano gli studenti e i lavoratori più colpiti dalla valanga di aumenti di benzina e gasolio causata dalla guerra degli Usa e di Israele contro l’Iran e dall’attacco della Russia all’Ucraina. Non a caso da settimane protestano gli studenti e i lavoratori francesi e analoghe agitazioni sono scattate da tempo in Spagna. O un governo riesce a dare una risposta al disagio sociale o il rischio è una rivolta politica. A stretto giro di posta si voterà in Spagna, in Francia e in Italia. Giorgia Meloni si vanta di guidare il governo più longevo della Repubblica Italiana ma dopo quattro anni di navigazione a vista il bilancio è scarso.