Le destre europee
stile tigri di carta

Soprattutto a seguito delle elezioni in Sassonia Anhalt, sale la preoccupazione per la crescita delle destre estreme in Europa.Io sono un vecchio professore di università e quindi ho la mania di riflettere e studiare qualsiasi problema. Ho cominciato quindi a concentrarmi ed approfondire l’affermazione delle destre in Europa, da quando Giorgia Meloni ha vinto le elezioni in Italia quattro anni fa. Ho insegnato per anni la politica internazionale, non posso dire di aver letto tutto sulle destre in Italia e in Europa, ma certamente ho avuto modo, per quattro anni, di valutare libri, articoli, dichiarazioni politiche e attività dei leader di queste destre.

Destre estreme in Europa, Giorgia Meloni parla al Senato

Giorgia Meloni parla al Senato

Siccome ho scritto e diretto moltissimi progetti in tutto il mondo, e insegno la progettualità in una università italiana, spiego sempre che la politica si compone di progetti che dovrebbero poi diventare azioni concrete. In realtà colui che scrive un progetto si comporta come un dottore: se la diagnosi non è approfondita e completa la terapia non sarà efficace ma potrebbe essere addirittura dannosa.
In Italia, Francia e Germania e in molti altri paesi gli intellettuali e la sinistra manifestano paura, quasi terrore, per il successo delle destre: questi nuovi “fascisti” sono un grande pericolo per le democrazie! Occorre però qualche riflessione.
Prima che Giorgia Meloni vincesse le elezioni politiche, criticava pesantemente l’Europa, metteva in discussione addirittura l’Euro e attaccava i limiti di bilancio prescritti dall’Europa, la sua politica green e ripeteva che la burocrazia europea era un disastro perché si occupava di uova e di zucchine.
Da quando è diventata presidente del Consiglio, di queste cose non si è più parlato, anzi lei, pur rimanendo di destra, sembra aver capito che non si può fare a meno dell’Europa, anche perché esiste ormai un sistema di regole e di rapporti economici che hanno creato un ambiente così integrato che sarebbe dannosissimo lasciare. Giorgetti, il suo ministro dell’economia, fa di tutto per allinearsi alle regole europee sui disavanzi nel bilancio dello stato. In sostanza la destra italiana al governo si è allineata ad una politica di riforma dell’Europa dal suo interno, come avviene in ogni istituzione democratica.
Il nostro ex generale dell’esercito, Roberto Vannacci, ha recentemente creato un partito di ultradestra, contro gli stranieri, gli omosessuali, l’aborto e per ritornare a forme di patriarcato contro le donne. Ma allora cosa direbbe della leader della destra estremista tedesca, Alice Weidel, che è omosessuale, ha sposato una donna di colore e adottato dei figli, e vive in Svizzera, cioè è una extracomunitaria?

Alice Weidel copresidente di Afd

Non mi sembra ci sia un modello di destra europea! È molto più importante però constatare che molte delle affermazioni delle destre estreme in Europa, potrebbero rivelarsi chiacchiere, perché non credo che le donne che vi hanno aderito vogliano ritornare a fare le casalinghe oppure che molti di questi nuovi “fascisti” non abbiano figli o parenti omosessuali che frequentano abitualmente, oppure che vogliano rinunciare alle straniere che si occupano dei loro vecchi o dei loro bambini. E siamo sicuri che a molti seguaci di Vannacci piaccia il comportamento di Putin che massacra donne e bambini in Ucraina? Persino le energie rinnovabili, al centro di quella politica green nel mirino delle destre europee, sembra essere considerata con più flessibilità, almeno nel nostro paese.
La verità è che queste super destre sono soltanto nostalgiche del buon tempo andato, senza considerare che esso aveva causato nella storia, milioni e milioni di morti. Anzi, a ben guardare, molte delle loro dichiarazioni rimarranno tali perché sarà impossibile applicarle ove riuscissero ad andare al governo. E non bisogna infine dimenticare il ruolo della giustizia, il terzo potere dello Stato, che si è fatto sentire in Italia a favore dei migranti e che sta dando molto spesso torto a Trump, anche quando ha cercato di colpire la libertà di stampa. Chissà se i cittadini italiani sono meno stupidi di quanto li avessero ritenuti gli uomini di Giorgia Meloni, quando hanno bocciato il referendum sulla riforma della giustizia.
Il famosissimo grido “SI PUO’ FARE!” di Marty Feldman (nel film Frankenstein Junior), si dovrebbe convertire in “NON SI PUO’ FARE!”. Oppure, meglio, molte delle cose che le destre prospettano, necessiterebbero di veri colpi di Stato: ma vi sembrano possibili oggi in Italia, in Francia o in Germania?
Allora perché crescono le destre in Europa? Ormai lo dicono in molti, perché si tratta di un voto di protesta, e il voto di protesta non è a favore di qualcuno o di una visione diversa della politica, ma contro qualcuno e cioè le sinistre che hanno governato le democrazie occidentali. Certo non sono un ammiratore di Trump, ma forse ha ragione quando attacca le sinistre colte ed elitarie che hanno finito soltanto per conservare il potere, disinteressandosi dei problemi della società e dando per scontato di essere le uniche portatrici di una incontestabile verità.

Rosy Bindi

Per contrastare una protesta però, bisogna andare a cercarne le ragioni, e cioè il background che spinge tante persone a dare ascolto a questi nuovi tribuni del passato. Si potrebbero analizzare molte di queste ragioni, ma la più importante l’ha detta una grande politica italiana, Rosy Bindi, quando ha affermato che la democrazia ha bisogno del benessere. Molti giovani e molte persone in Italia e in Europa sono diventate più povere, non vedono un futuro per i loro figli costretti a fuggire da molti paesi, ed anche dai Land della Germania ex comunista per trovare un lavoro. Molti cittadini italiani ed europei pensano di essere divenuti la serie B dei loro paesi, e questa è la verità, provata dalla grande crescita delle diseguaglianze sociali.
La volontà dei politici per combattere le destre, in Italia e in Europa, è fondamentale, ma presuppone un fortissimo impegno per il miglioramento delle condizioni sociali a favore dei più deboli (il lavoro povero, la casa, la salute e il costo dei prodotti di base). Urlare contro i nuovi “fascisti” e i rischi per la democrazia servirà solo, paradossalmente, per consolidare e incrementare le promesse delle destre, anche se inattuabili.
Occorre invece identificare e combattere per tutte quelle politiche che colpiscano l’ineguaglianza e facciano sentire gli europei tutti uguali, tutti titolari di diritti e tutti beneficiari di una vita dignitosa.
Le estreme destre, delle quali abbiamo così paura, potrebbero essere soltanto ‘tigri di carta’, ma non bisogna continuare a confermare le profonde ragioni che invitano i cittadini a votare per loro.