Susan Sarandon
la ribelle di Hollywood

Giovedì 24 settembre Susan Sarandon, attrice con cinque candidature e un Oscar, per la quinta volta è stata arrestata dalla polizia statunitense davanti al Palazzo di Vetro dove si teneva l’assemblea generale dell’ONU. “Fund people, not bombs” (“Sostenete le persone, non le bombe”) si leggeva sulla sua maglietta e su quella dei manifestanti che, accanto a lei, protestavano contro la presenza del premier israeliano Benjamin Netanyahu.

Susan Sarandon, Susan Sarandon arrestata per la manifestazione contro Netanyahu

Susan Sarandon arrestata per la manifestazione contro Netanyahu

La manifestazione era stata organizzata da “Jewish Voice for Peace”, un’organizzazione di ebrei americani a favore della causa palestinese. La Sarandon è stata arrestata assieme alle attrici Hannah Einbinder e Cynthia Nixon, al drammaturgo Tony Kushner, alla fotografa Nan Goldin, alla poetessa Eileen Myles e ad altre decine di persone.
Fin da giovane l’attrice si è impegnata attivamente per i diritti civili e contro le guerre. E più volte è stata arrestata. Si è opposta all’invasione dell’Iraq, ha contestato la politica di George W. Bush, ha sostenuto il movimento Occupy Wall Street, un movimento progressista di sinistra contro la disuguaglianza economica e il capitalismo. Nel 1982, a New York, a 32 anni è finita in manette con l’accusa di disobbedienza civile, mentre protestava contro la demolizione dello storico Morosco Theatre di Broadway. Nel 1999, durante una protesta per Amadou Diallo, immigrato guineano disarmato e ucciso da agenti della polizia di New York, è stata nuovamente ammanettata e portata in centrale. Nel giugno 2018 è stata arrestata dalla polizia di Washington durante una manifestazione contro le politiche migratorie della prima amministrazione Trump. Nel maggio 2023 è stata di nuovo fermata dagli agenti ad Albany, durante una protesta per chiedere l’aumento dei salari minimi promossa dalla campagna “One Fair Wage”, un’organizzazione per i diritti dei lavoratori della ristorazione e dei servizi.

Per la sua lotta a difesa della Palestina, l’attrice negli ultimi anni è stata penalizzata perchè «A Hollywood, ha dichiarato, non interessa la politica, ma far soldi. Alla macchina produttiva dai fastidio se sei grasso o vecchio o non incassi al box office. Ormai è capitalista e controllata dalle aziende dei media… Mi sono stati negati diversi film di recente perché ci sono alcune agenzie che ancora oggi dicono alle persone di non assumermi per le mie posizioni politiche, ma questa è la struttura del potere».

Susan Sarandon in “Thelma e Louise”

Susan Sarandon, pseudonimo di Susan Abigail Tomalin, è nata a New York il 4 ottobre 1946 ed è la primogenita dei nove figli di Phillip Leslie Tomalin, un produttore televisivo statunitense di origini inglesi, e di Lenora Marie Criscione, una casalinga statunitense d’origini italiane. Ha ricevuto un’educazione piuttosto severa e una rigida istruzione scolastica cattolica. Forse proprio per questo, Susan è stata un’adolescente ribelle e anticonformista, che scendeva in piazza durante le manifestazioni contro la guerra del Vietnam e a favore dei diritti civili.
Dopo aver ottenuto il diploma a Washington, si è iscritta alla Catholic University of America, dove ha conosciuto il futuro attore Chris Sarandon, con cui si è sposata nel 1968 e di cui, anche dopo il divorzio, ha mantenuto il cognome. In quell’anno ha partecipato alla Convenzione Nazionale del Partito Democratico, in cui è intervenuta a favore degli studenti, che in quel momento si ribellavano contro la società. Poco dopo ha preso parte al film La guerra del cittadino Joe e nel 1971 ha recitato in La mortadella di Mario Monicelli, così si è fatta conoscere anche in Italia. Riguardo a questa esperienza, l’attrice ha dichiarato: «Era il mio secondo film, avevo poco più di vent’anni e nessuno mai mi ha rivolto la parola durante la lavorazione, non capivo che succedesse. Parlavano tutti italiano e io sapevo che era arrivata Sophia Loren perché le stavano tutti attorno a provare le luci. Grazie, Mario, per avermi scelto, ma non ricordo nulla».
É stata a lungo ignorata da Hollywood e si è dovuta adattare a recitare in film minori finché il regista Billy Wilder l’ha scelta per il suo Prima pagina, insieme a Jack Lemmon e Walter Matthau. Ha ricevuto cinque candidature al Premio Oscar, rispettivamente per Atlantic City, U.S.A. (1980), Thelma & Louise (1991), L’olio di Lorenzo (1992), Il cliente (1994) e si è aggiudicata la statuetta nella sezione miglior attrice protagonista per Condannato a morte (1995). Nel corso della sua carriera è stata inoltre premiata con un Premio BAFTA e uno Screen Actors Guild Award, venendo candidata nove volte ai Golden Globe e sei al Premio Emmy.
In tutto ha recitato in un centinaio tra film e serie tv.

Susan Sarandon nel film “Thelma e Louise”

«Penso di essere un’attrice perché ho una fortissima immaginazione ed empatia. Non ho mai studiato recitazione, ma queste due qualità sono esattamente le stesse che servono per essere un attivista».
Il suo ultimo film è stato girato a Roma nel 2026: The Echo Chamber, diretto da Andrea Pallaoro e basato su un soggetto di Bernardo Bertolucci. La fisiatra Anne, (Alicia Vikander) comincia una relazione sentimentale col tormentato Leo (Luca Marinelli), un produttore discografico con problemi di dipendenza da farmaci, che lavora con la cantante Ava (Susan Sarandon) per produrre un suo album. Il film è stato presentato alla Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia dove la Sarandon ha fatto un intervento significativo sulla funzione dei festival che possono presentare lavori indipendenti e/o provenienti da altri Paesi. Ha parlato con rammarico della scomparsa, negli Stati Uniti, di numerose piccole sale cinematografiche che un tempo permettevano al pubblico americano di accedere ad opere internazionali. A Venezia, ha spiegato, trovano visibilità opere cinematografiche che possono trovare difficoltà di accesso in altri luoghi, in particolare negli Stati Uniti, dove anche lei viene boicottata per le sue posizioni a favore della Palestina.
L’attrice ha dichiarato di amare il nostro paese: «… amo l’Italia e mi piacerebbe portare con me l’olio d’oliva, ma ho solo il bagaglio a mano, purtroppo. Invece parlando di cose più serie, vorrei tanto ottenere la cittadinanza. I miei fratelli potrebbero, ma a me l’ambasciata in America ha detto che sono troppo vecchia (di due anni) per richiederla. I documenti sono pronti e ho pure fatto una figlia a Roma ma no, finora niente da fare…)».
La figlia di cui Susan parla è Eva Amurri, nata nel 1985 dopo un breve legame con il regista italiano Franco Amurri. L’attrice in seguito, dal 1988 al 2009, ha avuto una lunga relazione con Tim Robbins, da cui sono nati Jack Henry e Miles. A 67 anni, la ribelle di Hollywood si è innamorata dello sceneggiatore Jonathan Briklin di 36 anni…ma tutto è finito dopo cinque anni, nel 2015. Tante polemiche su questa relazione perché, si sa, se è un uomo a mettersi con una donna di trent’anni più giovane non si grida allo scandalo, ma se lo fa una donna gli stereotipi culturali la etichettano come cougar, termine spregiativo per indicare una seduttrice.
Susan Sarandon, però, è sempre stata una donna libera e indipendente, come dimostrano la sua vita sentimentale e la sua carriera di attrice e di attivista. Ha appena compiuto 80 anni ma non ha perso la sua grinta, il suo coraggio, la convinzione delle sue idee.