Siegmund gemello
tedesco di Trump

Ulrich Siegmund e Donald Trump si somigliano, sono gemelli.. Certo il giovane Siegmund ha solo 36 anni mentre l’anziano Trump 80 ma dal punto di vista politico la somiglianza è molto forte.

Donald Trump

Trump conquista il Partito repubblicano americano e guida gli Stati Uniti con una impronta di estrema destra, a tratti autoritaria. Predica la battaglia per la sicurezza interna e quella per la remigrazione diretta soprattutto contro gli immigrati islamici, prende di mira la stampa, guarda con simpatia a Vladimir Putin e attacca gli storici alleati democratici occidentali, in testa l’Unione europea. Prende molti voti nelle elezioni presidenziali del 2024 lanciando la battaglia contro le élite finanziarie e ponendosi come l’alfiere degli operai bianchi americani precarizzati e impoveriti dalla globalizzazione. Sembra dare il là ad Alternative fuer Deutschland (Afd), un partito di ultra destra nazionialista  con venature neonaziste sponsorizzato più volte da Elon Musk, miliardario amico ed ex collaboratore del presidente Usa.
Ulrich Siegmund è protagonista di una operazione analoga nella Repubblica federale tedesca: domenica 6 settembre stravince le elezioni in Sassonia-Anhalt con il 43,8% dei voti e raddoppia i consensi elettorali precedenti. Per la prima volta spiana la strada al governo di una regione tedesca per Alternative fuer Deutschland. Sfonda tra gli elettori centristi e tra gli astensionisti, i votanti salgono al 75%. Mosca e Musk esultano per la vittoria della Afd.
La Cdu, il partito cristiano democratico al governo da decenni, precipita al 17,2% dei voti dimezzando i consensi precedenti. I due partiti di sinistra Spd e Linke veleggiano appena tra il 9% e l’8% come i Verdi. Ulrich Siegmund commenta gioioso: «Non so se sarò governatore, ma abbiamo già scritto la storia».

Siegmund, Ulrich Siegmund

Ulrich Siegmund

Ma probabilmente riuscirà a formare il nuovo governo della Sassonia-Anhalt grazie al soccorso rosso-bruno di Bsw, il partito populista, di sinistra e personale di Sahra Wagenknecht (da tempo ha lasciato la Linke).
Siegmund con modi gentili, detto “faccia d’angelo”, picchia duro. Ma come Trump e come la Afd guidata a livello federale da Alice Weidel “spara” con forza sulla sicurezza pubblica e su quella sociale, sulla remigrazione, sull’identità nazionale bianca, sulla fine degli aiuti all’Ucraina aggredita da Vladimir Putin. Ci sono le minacce di spazzare via i vertici delle istituzioni pubbliche e occuparle manu militari con fedelissimi dell’Afd. Il programma parla di scuole speciali obbligatorie per i disabili e i migranti, la creazione di “guardie civiche di volontari” dal sapore di milizie private. Attacca a testa bassa la Cdu, la Spd, la Linke, i Verdi, il centro moderato e le sinistre.
Egli, come Alice Weidel, non punta a una conversione della Afd in un partito della destra democratica sulla falsariga della metamorfosi operata da Giorgia Meloni su Fratelli d’Italia, il suo partito post fascista. C’è una postura di ultra destra, eversiva. Non a caso si sono moltiplicate le proteste popolari in diverse città tedesche.
Però una differenza con il presidente degli Stati Uniti c’è. La rivolta contro le élite parte dalla Germania orientale, l’ex Ddr, la Repubblica democratica tedesca comunista nata dopo il 1945, in seguito alla fine della Seconda guerra mondiale. L’Est si è sentito colonizzato dall’Ovest dopo il crollo del Muro di Berlino nel 1989. Si è sentito impoverito con la riunificazione tedesca.
Ulrich Siegmund stravince in Sassonia-Anhalt ma Alternative fuer Deutschland sarebbe sul 40% dei voti, secondo i sondaggi elettorali, anche in tutte le altre regioni orientali della Repubblica federale tedesca: Sassonia, Turingia, Meclemburgo-Pomerania Anteriore, Brandeburgo. Perfino ad ovest, nella ricca Baviera, raccoglierebbe il 20%.

Ulrich Siegmund e Alice Weidel

Il 40% dei voti: un tempo era questo l’altissimo livello di consenso della Cdu e della Spd. Il voto di protesta di qualche anno fa si è trasformato progressivamente in un consenso da partito di massa, di destra anti sistema con il quale fare i conti.
La rivolta dell’Est potrebbe causare perfino la caduta del cancelliere tedesco Friedrich Merz. Alice Weidel dice: siamo davanti a «un risultato storico e un chiaro incarico per governare». La copresidente di Afd chiede le dimissioni di Merz perché «ormai è un peso per il Paese». Cdu, Spd, Verdi, Linke devono dare delle risposte ai problemi alla radice della rivolta dell’Est che si sta diffondendo anche all’Ovest. Il venir meno del petrolio e del gas russo a prezzi bassi pesa: il caro energia, l’inflazione, la transizione verde stanno causando gravissimi danni al ceto medio tedesco e all’industria, emblematica la drammatica crisi dell’auto.
Comunque un conto è “sparare” dall’opposizione e un altro conto dover affrontare i problemi dal governo. Trump appena rieletto presidente degli Stati Uniti per un secondo mandato promise agli americani “l’età dell’oro”, la fine di tutte le guerre e la lotta all’inflazione. Adesso però il caro vita è al galoppo e le guerre sono aumentate: oltre al conflitto in Ucraina c’è quello con l’Iran avviato proprio da Trump. E i sondaggi sulla fiducia sul presidente statunitense sono in picchiata. Brutto segno in vista delle elezioni di novembre per rinnovare parte del Congresso: potrebbe vincere il Partito democratico.