Spuntano in Arabia
i soldati italiani

Che ci fanno i soldati italiani in Arabia Saudita? Perché, chiedono le opposizioni, la notizia è stata tenuta nascosta? Secondo Guido Crosetto non c’è alcun mistero. Il ministro della Difesa sostiene in una intervista al Corriere della Sera: «Già mesi fa era stato annunciato lo spostamento dei nostri militari dal Kuwait all’Arabia Saudita».

Arabia Saudita, Guido Crosetto, Giorgia Meloni, Antonio Tajani

Guido Crosetto, Giorgia Meloni, Antonio Tajani

Precisa: alcuni nostri contingenti sono in Medio Oriente «in missioni già esistenti e autorizzate» per aiutare i paesi arabi alleati del Golfo a difendersi dagli attacchi missilistici e di droni dell’Iran. Crosetto fa un elenco delle nazioni che hanno chiesto l’aiuto italiano: Bahrein, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Kuwait. Comunque, bontà sua, il ministro della Difesa annuncia la disponibilità di fornire in Parlamento ogni chiarimento sulle decisioni del governo.
L’altro fronte caldo, anzi caldissimo è quello ucraino. La mattina di sabato 2 agosto un episodio legato alla sanguinosa guerra tra Mosca e Kiev è avvenuto a un passo dalle coste italiane. La Nave Thaon di Revel, unità militare italiana ammiraglia della missione europea Eunavfor Med Irini, ha abbordato la petroliera Toa Payoh a ovest di Pantelleria. La petroliera è sottoposta a sanzioni dell’Unione europea perché considerata facente parte della “flotta fantasma” della Russia. Un elicottero partito dalla Thaon di Revel ha trasferito a bordo della petroliera dei militari italiani per una verifica. Risultato: la Toa Payoh naviga dichiarando bandiera del Camerun, è partita dal Benin ed è diretta a Istambul.

Navi bloccate nello Stretto di Hormuz

I reparti italiani in Arabia Saudita e il controllo della petroliera Toa Payoh fanno parte di un quadro allarmante, ma Giorgia Meloni assicura: non vi è nessuna partecipazione dell’Italia alla guerra in Ucraina e a quella in Medio Oriente. Lo ha ripetuto intervenendo in Parlamento, nei vertici internazionali, nelle interviste.
La presidente del Consiglio ripete in più occasioni quando Francia e Regno Unito, a capo dei “volenterosi”, ipotizzano la presenza di truppe europee in Ucraina: «L’Italia non prevede l’invio di propri soldati in territorio ucraino». C’è il sostegno dell’Italia a Kiev contro l’aggressione della Russia ma, sostiene, niente soldati del nostro paese sul campo. Invece c’è un forte impegno politico e diplomatico per una equa soluzione di pace tra Ucraina e Russia. Stesso discorso vale per la guerra scatenata da Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Ma anche in questo caso c’è lo sforzo per trovare una soluzione diplomatica che comprenda la riapertura dello Stretto di Hormuz con la ripresa del transito delle petroliere e delle metaniere (il blocco ha causato un forte aumento dei prezzi internazionali del greggio e del gas).
Per il governo Meloni la politica estera diventa sempre più insidiosa. Prima la sconfitta al referendum sulla giustizia, poi la concorrenza della destra radicale di Roberto Vannacci fanno traballare l’esecutivo. Non a caso il governo è stato battuto alla Camera in un voto segreto sulla nuova legge elettorale voluta da Giorgia Meloni. Le elezioni politiche dell’anno prossimo si avvicinano in un clima di confusione e di scontri sempre più virulenti tra l’esecutivo e le opposizioni e all’interno della stessa coalizione di maggioranza.