Romy Schneider, pseudonimo di Rosemarie Magdalena Albach-Retty, nasce a Vienna il 23 settembre del 1938. Austriaca, di madre tedesca, poi naturalizzata francese, è stata una delle attrici più desiderate degli anni ’60 e ’70, famosa per aver interpretato la Principessa Sissi, da giovanissima.

Romy Schneider
Figlia di attori, Romy eredita dalla madre, Magda Schneider, la passione per la recitazione e in molti film le due rivestono i panni di madre e figlia, come nella trilogia dedicata alla vita di Elisabetta di Baviera (Sissi). Compiuti da poco 15 anni, Romy fa la sua prima apparizione nel film tedesco “Wenn der weiße Flieder wieder blüht” e subito si fa notare per la sua bellezza. Due anni dopo interpreta Sissi, nel primo dei tre film dedicati alla Principessa Elisabetta d’Austria, e gran parte della sua fama è legata a questo suo personaggio. Visto il successo della trilogia, le viene proposto un quarto film, ma Romy rifiuta perché attratta da altre esperienze.
Nel 1958 l’attore Alain Delon la propone come protagonista del film “L’amante pura”, con la regia di Pierre Gaspard-Huit, una vicenda drammatica, che si rifa alla pièce teatrale di “Liebelei”, scritta da Arthur Schnitzler, e da cui era già stato tratto in precedenza il film “Amanti folli”, interpretato dalla madre di Romy. Delon si innamora perdutamente dell’attrice viennese, che lo contraccambia, e comincia con lei una lunga relazione. La convince a trasferirsi in Francia, a Parigi, che diventa la patria d’elezione della giovane attrice che, da allora, sceglie di girare solo film francesi e italiani: “Delitto in pieno sole”, di René Clément, e “Boccaccio ’70”, di Luchino Visconti.

Romy Schneider e Alain Delon
Nel 1964, Romy Schneider rompe con Delon, ma la rottura la porta presto alla depressione e all’alcol. Poco dopo sposa il regista Harry Meyen e ha un figlio, David, che però appena quattordicenne muore in circostanze tragiche.
Gira poi altri film come “Il processo”, del 1962, “La piscina” del 1968, del regista Jacques Deray, e “La Califfa”, scritto da Alberto Bevilacqua. Nel 1973, la Schneider torna a ricoprire il ruolo di Elisabetta di Baviera, nel film “Ludwig”, di Luchino Visconti, che suscita scandalo per la vita del giovane e folle re.
Il 21 gennaio del 1977 nasce Sarah, futura attrice anche lei, avuta dal secondo marito Daniel Biasini. Due anni dopo, Romy gira “La morte in diretta”, con la regia di Bertrand Tavernier, e nel 1980 rivela tutto il suo talento nel tragico film “Fantasma d’amore”, del regista Dino Risi,
Un anno dopo la morte del figlio quattordicenne, Romy Schneider muore nella casa parigina del produttore Laurent Petin, suo ultimo compagno, il 29 maggio del 1982, all’età di quarantatré anni. Ufficialmente per un attacco cardiaco, anche se per molti si è trattato di suicidio.

Alain Delon e Romy Schneider nel film “La Piscina”
Alain Delon non andò al suo funerale ma le scrisse una lettera da cui si evince il profondo legame che li aveva uniti, nonostante l’avesse improvvisamente lasciata per sposare un’altra:
«Ti guardo mentre dormi. Sono accanto a te, sono al tuo letto di morte. Indossi una lunga tunica nera e rossa, con un ricamo sulla parte superiore. Credo che siano fiori, ma non indugio troppo a osservarli. Ti dico addio, il più lungo di tutti gli addii, bambolina mia. Così ti ho sempre chiamata: Bambolina. Non perdo tempo a guardare i fiori, guardo il tuo viso e penso che tu sia bella e che non lo sia mai stata così tanto come in questo momento. Penso anche che è la prima volta in vita mia che ti vedo quieta e serena. Si potrebbe dire che una mano delicata abbia lavato via dal tuo viso le tue paure e i tuoi dissidi. Ti guardo mentre dormi… Mi si dice che tu sia morta. In che modo ne sono colpevole io? …Ci si pone sempre questa domanda davanti a qualcuno che si è amato e si ama ancora. Questa emozione ci sommerge, poi torna indietro e alla fine ci si convince che tutto sommato non si è colpevoli. Non colpevoli ma comunque responsabili. Ecco. Lo sono anch’io. È a causa mia che la notte scorsa il tuo cuore ha cessato di battere. A causa mia, perché 25 anni fa fui scelto per essere il tuo partner in “Christine”. Tu arrivavi da Vienna e io ti aspettavo a Parigi con un mazzo di fiori in mano che non sapevo come tenere. Ma i produttori mi avevano detto: “Appena scende dalla passerella vada da lei e le porga i fiori”, io aspettai con i fiori in mano come un imbecille, in mezzo a un’orda di fotografi… Penso a te, a me, a noi. Non verrò in chiesa né al cimitero. Ti chiedo perdono perché sai che non riuscirò a proteggerti dalla folla avida di spettacolo. Verrò a trovarti il giorno dopo e saremo soli…».
Romy Schneider e Alain Delon, insieme, avevano tutto. Erano giovani, bellissimi, talentuosi, ricchi e felici: erano la favola perfetta che il pubblico amava. Il loro è stato un amore folle e, quando Alain la lasciò, le scrisse solo un biglietto di poche righe: uno strappo così violento da condizionare per sempre la vita di Romy.
