Vivien Leigh segna la storia del cinema come quando interpreta Rossella O’Hara nel film Via col vento. Vive tra successi, Oscar, eccessi e amanti. Laurence Olivier si innamora della sua “magica bellezza” ma il matrimonio affonda nel tragico disturbo bipolare della diva. Ce ne parla Maria Luisa Berti.

Vivien Leigh in “Via col vento”
Vivien Leigh, nome d’arte di Vivian Mary Hartley, nata a Darjeeling (5/11/1913) e morta a Londra (8/7/1967), è stata un’attrice britannica che ha lavorato nel cinema e in teatro. Aveva un disturbo bipolare che interferì spesso con le sue relazioni sociali e professionali. Una tubercolosi mal curata la portò alla morte all’età di 53 anni.
Divenne famosa con l’interpretazione di Rossella O’Hara nel film Via col vento per cui nel 1940 le fu attribuito il suo primo Oscar come migliore attrice.
Si aggiudicò il suo secondo Oscar nel 1952 per Un tram che si chiama desiderio, in cui era la tormentata Blanche Dubois.
Nel cinema girò solo una ventina di film perché preferiva il teatro, dove spesso fu diretta dal suo secondo marito, Laurence Olivier. Interpretò ruoli molto differenti, dalle eroine delle commedie di Noël Coward e George Bernard Shaw, a quelle delle tragedie shakespeariane.
Laurence volle incontrare Vivien per congratularsi con lei per la sua interpretazione in The Mask of Virtue (1935).

Vivien Leigh
Fu subito colpito dalla sua bellezza e non solo: «Al di là della sua bellezza, che era magica, aveva un portamento meraviglioso; il collo sembrava quasi troppo fragile per sostenere la testa e la reggeva con un senso di sorpresa e con quella specie di orgoglio del giocoliere che riesce a far sembrare quasi casuale un’abile mossa». (Laurence Olivier, Confessioni di un peccatore, 1983). Divennero amici e poi amanti. La loro relazione fu evidente quando interpretarono il ruolo di due amanti nel film Elisabetta d’Inghilterra (1937). Lui era sposato con l’attrice Jill Esmond e lei con l’avvocato Herbert Leigh Holman. Leigh e Olivier, nonostante i rispettivi coniugi rifiutassero di accordare loro il divorzio, convissero finchè poterono sposarsi nel 1940, in California, con una cerimonia civile a cui furono presenti solo i due testimoni, l’attrice Katharine Hepburn e lo scrittore e sceneggiatore Garson Kanin.

Laurence Olivier
Laurence si accorse per la prima volta dei problemi di personalità di Vivien durante la rappresentazione dell’Amleto, da lui diretto all’Old Vic Theatre. Vivien, mentre si stava preparando per andare in scena, senza alcun motivo iniziò a inveire contro di lui. Poi rimase improvvisamente silenziosa con lo sguardo fisso nel vuoto. Il giorno dopo tutto ritornò alla normalità. Si diffuse presto la voce che Vivien Leigh fosse un’attrice con cui era molto difficile lavorare.
Negli USA i coniugi Olivier, non ottenendo di poter lavorare insieme in qualche film, allestirono una rappresentazione teatrale di Romeo e Giulietta a Broadway.
La stampa di New York criticò la loro relazione (non erano ancora sposati) e il fatto che non fossero tornati in patria in piena guerra. Poiché nello spettacolo era stato investito buona parte del loro denaro, fu per loro un periodo di crisi finanziaria. Nel 1941 girarono insieme Lady Hamilton, in cui Olivier e Leigh interpretarono i ruoli di Horatio Nelson e della sua amante Emma Hamilton. Fu un tale successo che Winston Churchill ne organizzò una proiezione privata durante una festa cui partecipò anche Franklin Delano Roosevelt, e per molti anni fu in rapporti di amicizia con la coppia. Nel 1943 i coniugi Olivier tornarono in Inghilterra.
Vivien Leigh si recò poi in Nordafrica per partecipare ad alcuni spettacoli per le truppe, prima di ammalarsi gravemente con tosse e febbre continue. Le fu allora diagnosticata una tubercolosi al polmone sinistro. Dopo molte settimane di ricovero, pareva guarita e fu dimessa. Una forte depressione aveva cominciato a tormentarla e, al ritorno a casa, ebbe frequenti attacchi maniacali, alternati a momenti di depressione e di iperattività: erano i primi sintomi del suo disturbo bipolare.
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