Giacimenti culturali?
Magnifica illusione

Prodotto interno lordo quasi a zero, situazione politica confusa, investimenti fermi, grandi opere pubbliche bloccate dalla “decrescita felice” tanto cara al M5S e ai suoi ministri.

Giacimenti culturali, turisti al Pantheon a Roma

Turisti al Pantheon a Roma

Con l’economia in recessione, ogni tanto qualcuno si ricorda del nostro petrolio. Già, perché l’Italia è il più grande deposito culturale del mondo: Roma, Venezia, Firenze, Napoli, la Sicilia. Un paese dove non c’è borgo senza una chiesa antica, un palazzo straordinario, un teatro settecentesco, resti medievali, reperti archeologici romani.

Sono i giacimenti culturali italiani. Con qualche investimento non proibitivo, e una gestione diversa da quella attuale, potrebbe rendere una fortuna e dare lavoro a decine di migliaia di giovani disoccupati. È il nostro petrolio, appunto. Ma del suo sfruttamento si parla e basta.

È successo la settimana scorsa anche a 2.500 chilometri di distanza, a Lisbona, nel corso della presentazione di un libro presso la “Unione degli italiani nel mondo”. Ma quando il discorso è scivolato su questa immensa ricchezza nascosta, quando qualcuno ha detto «Pensiamo a Roma..», ho girato la testa e ho guardato il libricino che avevo preso all’ingresso.

Giacimenti culturali, calendario degli appuntamenti culturali a Lisbona

Calendario degli appuntamenti culturali di febbraio a Lisbona

Alcune copie erano ancora in bella vista su un tavolo accanto alla porta. Titolo: “Agenda cultural Lisboa”, insomma il calendario mensile degli avvenimenti culturali ospitati dalla capitale portoghese: mostre, eventi, musei. E poi: cinema, teatro, musica, visite guidate, attività per i bambini. In tutto ben 112 pagine di cose da fare e da vedere. C’era solo l’imbarazzo della scelta. Il convegno internazionale sull’evoluzione femminile, per esempio. Titolo accattivante per richiamare il pubblico. Organizzato dalla fondazione Manuel dos Santos, era anche l’occasione per presentare la più vasta ricerca sociologica mai fatta sulle donne in Portogallo. Campione di oltre due milioni e mezzo di donne tra i 18 e i 64 anni, per capire, come recita la locandina, «chi  sono, cosa fanno e cosa

pensano».

Allora ti viene in mente Roma, dove l’unico “evento” in corso segnalato su Internet è una visita guidata alla Galleria nazionale «nella lingua dei segni». Orario? mercoledì e sabato! Le mostre inaugurate a febbraio sono quattro in tutto. Numero ridicolo, considerando che stiamo parlando della città del Colosseo. Altro che Lisbona!

Eppure la situazione, con la sola eccezione di Milano, è simile in tutto il Paese. Altro che investimenti nella cultura, altro che giacimenti culturali. Naturalmente il turismo ne risente e non restituisce quello che potrebbe in termini di arrivi, fatturato e, quindi, di creazione di nuovi posti di lavoro che, per il momento, restano una magnifica illusione. Esattamente come la “grande bellezza” della capitale.

Giacimenti culturali, Antica casa vinicola nei pressi di Lisbona

Antica casa vinicola nei pressi di Lisbona

In Italia gran parte  del materiale archeologico non è accessibile al pubblico, la metà dei musei non ha un catalogo e un terzo abbondante è sprovvisto piano di impianto antincendio. L’Enit, l’ente pubblico che dovrebbe promuovere il turismo nazionale, ha quasi un secolo di vita, ma non ha mai funzionato. Ristrutturato da poco, ha tagliato i dipendenti della sede centrale. Ne sono rimasti 30 su 100, ma la sede è rimasta la stessa, costa quasi due milioni di euro l’anno e ogni dipendente ha (teoricamente) a disposizione 90 metri quadrati a testa. Lo spazio di un appartamento.