Billy vola nel sogno
proibito della danza

Billy Elliot si allena da pugile

1984 – In un paese minerario dell’Inghilterra la politica thatcheriana è causa di gravi problemi. I minatori sono in sciopero perché il lavoro è in pericolo. Billy Elliot è figlio di uno di questi minatori che si leva quasi letteralmente il pane di bocca per permettergli di continuare a frequentare la palestra di boxe. Ma il proprietario della palestra, visti i tempi, decide di affittare una parte dell’ampio locale a una scuola di danza. Billy è attratto da quella disciplina e invece del pugilato comincia a frequentare le lezioni di danza. Non appena il padre e il fratello se ne rendono conto si scatena il finimondo. Michael, suo compagno di scuola e vicino di casa, che ama vestirsi da donna, è l’unico suo amico.
Billy ha su di sé il peso di una maturità e di una responsabilità imposte dalla situazione familiare: ha perso la madre e bada alla nonna. La madre gli ha lasciato una lettera in cui gli consiglia «Sii sempre te stesso», un invito a seguire i propri bisogni, i propri sogni. E il giovane esce dallo stato di rassegnazione del presente per scoprire un altro futuro attraverso la danza.

Billy Elliot, Billy Elliot da ragazzo

Billy Elliot da ragazzo

Nella famiglia di Billy è mancata troppo a lungo una forte presenza femminile. In casa ha sempre prevalso la mentalità dei maschi e le donne non hanno mai contato molto. Le uniche donne in grado di capire un ragazzo sensibile come Billy sono la simpatica nonna svitata e l’insegnante di danza, la signora Wilkinson. Il ragazzino ritrova la gentilezza e la comprensione solo quando si ricorda della madre o quando sta con la signora Wilkinson, che rappresenta un po’ una figura materna. È lei a sostenerlo e a incitarlo a non mollare, è lei che lo iscrive a un esame al Royal Ballet di Londra.

Mentre le lotte sociali proseguono e dividono il padre dal figlio maggiore, il sogno di Billy rischia di diventare realtà ma il suo desiderio si scontra con le imposizioni familiari, gli ostacoli economici, i pregiudizi espressi dalla famiglia, dalla comunità, e interiorizzati dal ragazzo con l’educazione subita. Billy supera questi muri grazie al talento, al sacrificio e al cambiamento del padre. Questi capisce che diventare un ballerino potrebbe essere proprio il destino del figlio; decide perciò di accompagnarlo di persona all’audizione a Londra, sebbene il viaggio sia costoso: vuole dargli una possibilità di riscatto da quella vita che gli si prospetta restando in famiglia. L’audizione non procede bene finché una delle esaminatrici, mentre Billy sta uscendo, gli domanda: «Posso chiederti, Billy, che genere di sensazioni hai quando danzi?».

La nonna di Billy Elliot

«Non lo so… una bella sensazione… Sto lì, tutto rigido, ma dopo che ho iniziato, allora, dimentico qualunque cosa. E… è come se sparissi. Come se sparissi. Cioè, sento che tutto il corpo cambia, ed è come se dentro avessi un fuoco, come se… volassi. Sono un uccello. Sono elettricità. Sì, sono elettricità». Ed infatti nella scena conclusiva del film Billy adulto, che ha realizzato il suo sogno, vola sul palcoscenico come un uccello.
Il ballerino che nel film interpreta Billy Elliot all’età di 25 anni è Adam Cooper. La scena è tratta da una coreografia del Lago dei cigni, ideata da Matthew Bourne, che fu molto discussa, ma anche di grande successo, quando fu messa in scena per la prima volta a Londra nel 1995. Il corpo di ballo femminile fu sostituito da ballerini, introducendo il tema dell’omosessualità maschile.
Billy Elliot è un film del 2000 scritto da Lee Hall e diretto da Stephen Daldry, ispirato alla vera storia del ballerino Philip Mosley. Jamie Bell interpreta William “Billy” Elliot; Gary Lewis è il padre di Billy; Jamie Draven è Tony, il fratello maggiore, e Julie Walters la sua insegnante di danza.
Dalla sceneggiatura del film, scritta da Lee Hall, è stato tratto un romanzo, opera di Melvin Burgess, uscito in Gran Bretagna nel 2001 e in Italia nel 2002. L’omonimo musical teatrale di Stephen Daldry, musicato da Elton John, ha debuttato al Victoria Palace di Londra, nel maggio 2005.
Questo film dovrebbe essere trasmesso nelle scuole medie inferiori perché, oltre ad essere uno stimolo per gli adolescenti ad inseguire i propri sogni, valorizza la figura femminile e affronta con delicatezza il tema della diversità e quello dei pregiudizi.