Un mistero di nome
Elly Schlein

Elly Schlein, pur essendo una e trina (tre cittadinanze, tre passaporti), è un mistero. Sarà anche un’esperta in “armocromia”, specializzata nel saper scegliere indumenti e accostarne i colori. Quanto all’ABC dei rapporti con gli elettori…

Elly Schlein è un mistero, Stefano Bonaccini ed Elly Schlein

Stefano Bonaccini ed Elly Schlein

La costa romagnola giorni fa è stata devastata da un uragano che la mette ancora una volta in ginocchio. Forse, lei che ha iniziato la carriera politica in Emilia-Romagna e in quella regione è stata eletta al Parlamento, una “visita” di solidarietà in quelle zone così pesantemente colpite, avrebbe dovuto farla. Magari anche solo per ascoltare quel tanto lodato popolo di cui decantano le laboriose e concrete virtù, i loro problemi, aspettative, delusioni…Per dare una pacca di incoraggiamento a vigili del fuoco e protezione civile che lavorano da giorni…
Elly Schlein è un mistero. Si candida alla segreteria del Partito Democratico, grazie alle “primarie”, scalza il rivale Stefano Bonaccini, uomo d’apparato. Dicono: è il nuovo; avanzi, dunque. Doveva cacciare via i “cacicchi”, liberare il partito, aprirlo a nuove energie e militanti. Non uno dei disprezzati “cacicchi” è stato pensionato, anzi: sono più forti di sempre; e dopo le prime “primarie”, una quantità di elezioni, per il Senato, la presidenza di Regioni, importanti comuni.

Elly Schlein

Non un candidato, uno, che sia espressione di primarie. La segretaria dalle primarie premiata, per prima cosa ha avuto cura di cancellarle; i candidati sono scelti dalla segreteria centrale, frutto e risultato di laboriose e faticose alchimie di vertice; il trionfo delle oligarchie.
Elly Schlein è un mistero. Di Comunione e Liberazione si può pensare quel che si vuole; ma guardate il recente Meeting concluso a Rimini: ospiti la presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola, Mario Draghi, il presidente della CEI Matteo Zuppi… una settimana di incontri, dialogo, confronto di idee ed esperienze.
Ora si vada nei siti del Partito Democratico per cercare di capire cosa offre la Festa Nazionale dell’“Unità” (per inciso: il Pd ne fa la festa, il giornale non è più suo), a Reggio Emilia, dal 2 al 14 settembre. Il “programma politico”, comunicato solo il giorno prima dell’apertura, è di una povertà sconcertante: il più escludente degli ultimi decenni; non un esponente di governo o della maggioranza (e con chi lo fai, allora il confronto?), e assenti anche, a parte Romano Prodi, importanti ex segretari o i sindaci di città come Roma e Milano.
Non ci saranno Carlo Calenda e Matteo Renzi, non ci saranno Walter Veltroni ed Enrico Letta. Non si prevede la presenza di Massimo D’Alema, di Rosy Bindi, di Pierluigi Castagnetti, di Arturo Parisi. Sfileranno solo i ritenuti “buoni”. Con chi la si vuole fare l’agognata, sospirata “unità”?
Anche questo è un mistero.