La strana intesa
Berlusconi-Putin

Le mani strette, i volti sorridenti, gli occhi dell’uno fissi in quelli dell’altro, i vestiti eleganti. La foto riprodotta sul copriletto d’autore (realizzato da Michele Cascavilla), regalato da Silvio Berlusconi a Vladimir Putin per il suo compleanno, è una bandiera degli strettissimi rapporti politici e umani tra il presidente di Forza Italia e il presidente della Repubblica Russa.

Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

Berlusconi e Putin sembrano lontani in tutto: per l’età (il primo ha 81 anni e il secondo 65), per le radici (l’uno imprenditore, l’altro ufficiale del Kgb sovietico), per il carattere (gioviale l’italiano, gelido il russo). Eppure, nonostante le tante differenze, è nata una stranissima intesa politica ed una saldissima amicizia. Berlusconi appena festeggiato il suo 81° compleanno (il 29 settembre) ha preso l’aereo ed è volato a Sochi, la calda città russa sul Mar Nero, ed ha brindato ai 65 anni di Putin (compiuti il 7 ottobre).

La simpatia scoccò al vertice del G8 di Genova del 2001, ben 16 anni fa, e da allora via via si è rafforzata. Il capolavoro di Berlusconi andò in buca nel 2002 quando trasformò americani e russi da avversari in alleati. L’allora presidente del Consiglio propose e ottenne nel vertice di Pratica di Mare l’allargamento della Nato alla Russia. Commentò: «È un importante matrimonio tra Oriente ed Occidente». Nacque “il Consiglio a 20”, i 19 paesi dell’Alleanza Atlantica più Mosca, con l’obiettivo di un’ampia collaborazione internazionale, cominciando dalla lotta al terrorismo.

Vladimir Putin

Vladimir Putin

Le relazioni politiche ed umane da allora sono diventate sempre più strette. Gli incontri ufficiali e personali (alle volte allargati a moglie e figli) si sono succeduti a ripetizione a Roma, a Milano, a Mosca, a San Pietroburgo, a villa Certosa (la lussuosa residenza del Cavaliere in Sardegna), nella dacia di Zavidovo (la casa del presidente russo in una foresta vicino a Mosca).

Il fondatore di Forza Italia, del Pdl, della Fininvest ha sempre cercato di comprendere le ragioni del potente Putin, puntando a saldare la Russia in una forte alleanza con gli Stati Uniti d’America e con l’Unione Europea. In una prima fase la difficile impresa è riuscita, poi è fallita. Putin si è lanciato in una politica sempre più interventista: in Crimea, in Siria, in Libia.

Tuttavia, anche se Mosca è ridiventata un avversario, quasi un nemico della Nato, nulla è cambiato tra Berlusconi e Putin. Anzi, la solidarietà reciproca è emersa anche nei momenti più difficili. Anche dopo i guai giudiziari dell’uomo che riuscì ad aggregare il centro-destra italiano, nulla è cambiato. Il presidente russo ha continuato a sostenerlo: «Silvio è una persona franca, brillante, avrà un grande posto nella storia italiana». Berlusconi ha ricambiato. Dopo il successo del referendum per l’annessione della Crimea alla Russia (contestato dall’Ucraina) e le sanzioni europee contro il Cremlino, il presidente di Forza Italia sostenne le ragioni di Mosca. Nel 2015 volò in Crimea da Putin, sfidando tutte le critiche occidentali, e chiese la fine delle sanzioni economiche contro la Russia.

Il palazzo del Cremlino

Il palazzo del Cremlino

Molte volte le visite private, gli incontri tra i due, sono stati a porte chiuse. Nessuna dichiarazione, nessun commento alla stampa. Politica, economia, energia, nuovi equilibri internazionali sembrano essere stati i temi al centro dei colloqui. Questa volta a Sochi i discorsi potrebbero aver riguardato più strettamente l’Italia. Il presidente di Forza Italia, secondo un articolo di Luigi Bisignani pubblicato sul Tempo, sarebbe andato dal presidente russo guardando alle elezioni politiche all’inizio del 2018: l’obiettivo sarebbe di “convincere Putin a non finanziare la Lega di Salvini e il Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni”. La Lega Nord e il M5S, partiti all’opposizione come Forza Italia, sono da tempo decisi sostenitori dello zar Putin e temibili concorrenti elettorali.

Putin è un personaggio da prendere con le molle. Secondo i democratici americani gli hacker russi, con le loro incursioni informatiche, sarebbero stati determinanti per la vittoria di Donald Trump contro Hillary Clinton nelle elezioni per la Casa Bianca.

 

R.Ru.