La stampa premia
i vandali e oscura
le proteste pacifiche

Giorni fa, sul Corriere della Sera, Ferruccio De Bortoli ha pubblicato un editoriale a proposito degli incidenti che hanno devastato Bologna, Milano e Torino: «Vandali sono vandali. Inutile aggiungere delle attenuanti».
De Bortoli è molto duro nei confronti dei responsabili di questi incidenti, sostiene che si tratta di «atti vandalici da trattare esclusivamente come tali, nel rispetto rigoroso delle leggi e delle responsabilità individuali e familiari» e che sarebbe «inutile e dispersivo aggiungere la ricerca di qualsivoglia attenuante o giustificazione».

Nonviolenti, Guerriglia urbana il 17 ottobre a Milano

Guerriglia urbana il 17 ottobre a Milano

Qui non interessa discutere se De Bortoli abbia ragione, quanta ragione abbia, molta, poca, nessuna. Qui interessa un passaggio dell’editoriale che chiede una riflessione di tutti e di ciascuno: quando osserva che i violenti, i teppisti, sono premiati mediaticamente, perché di loro si parla e si scrive, pagine e pagine, ore e ore di trasmissioni. Al tempo stesso sono puniti, oscurati, cancellati i tanti «che hanno liberamente e pacificamente manifestato nelle piazze, dei quali non parla più nessuno. Ridotti persino a paria sui quei social network, che dovrebbero teoricamente essere casa loro».
Questa storia della violenza che fa “notizia” e dei pacifici (dico pacifici, non pacifisti) nonviolenti che non la fanno è antica storia.
Ha ragione, De Bortoli: indifferenza per il nonviolento, massima attenzione al violento. Spacchi una vetrina avevi un titolo; fai un digiuno, un sit in, un corteo pacifico, tutti ti ignorano.
Chiunque lavora nel campo dell’informazione dovrebbe sentire il dovere di riflettere su questo nesso che ha contribuito a creare, e riflettere se l’auspicato isolamento dei teppisti non passi anche per una puntuale, esaustiva informazione su chi pratica metodi di lotta nonviolenta, e una altrettanto puntuale mortificazione dei comportamenti violenti, che non vanno ignorati, vanno riferiti, ma senza enfasi, lo stretto necessario, come una semplice notizia.
Se si rovesciasse questo paradigma se ne riceverebbe sicuramente qualche risultato positivo per tutti.