La virtuosa frugalità
di Plinio il Vecchio

Non voglio certo negare che stiamo attraversando periodi molto difficili, che mettono in difficoltà molte famiglie che rischiano di non arrivare alla fine del mese, a volte anche con due stipendi. Senza dimenticare che il folle rincaro delle fonti di energia, carburanti e bollette, siano il risultato della stupidità e della avidità di Trump e del dittatore Putin, penso che valga la pena di fare una riflessione su una economia di consumo che diventa sempre meno sostenibile, anche per parlare della frugalità, una parola in disuso.

Vladimir Putin e Donald Trump

Il bellissimo libro di Michel Onfray, Saggezza, saper vivere ai piedi di un vulcano (2019), parla dell’eruzione del Vesuvio, che distrusse la città di Pompei nel 79 d.C. L’autore dedica però le prime quindici pagine del libro alla figura di Plinio il Vecchio. Questo straordinario personaggio era un patrizio romano, comandante della flotta romana, che perse la vita per portare le sue navi a salvare gli abitanti di Pompei che tentavano di sfuggire a quel disastro.
Plinio era un patrizio, cioè un nobile romano, ma viveva secondo la filosofia dello stoicismo. Mangiava in modo molto semplice, senza raffinatezza, vestiva con modestia e trattava tutti i suoi subalterni con rispetto e cortesia.
Questa frugalità di vita non era una novità per gli esseri umani, visto che era teorizzata da Confucio e alcuni studiosi hanno osservato che la nobiltà inglese ne fosse stata influenzata, nel teorizzare il comportamento di un gentleman. Mia nonna, Maria Gaudiosi Leti, era una duchessa, ma quando un cappotto si mostrava liso, lo faceva rivoltare per poter continuare a indossarlo e ha sempre fatto così anche dopo la fine della guerra. Aveva una campagna, ma quando, durante la guerra arrivava il contadino con i suoi prodotti, divideva il cibo in parti uguali fra la sua famiglia e i suoi domestici: tutti dovevano poter mangiare quello che era di volta in volta, disponibile. Prendevamo in giro mia madre, sua figlia -considerata tirchia perché marchigiana- perché ci imponeva di fare la doccia, prima aprendo l’acqua per bagnarsi, poi chiudendola per insaponarsi e infine riaprendola soltanto per sciacquar via il sapone. Invece nel mio circolo sportivo i soci stanno sotto l’acqua calda per quindici minuti! E se lasciavamo qualcosa nel piatto, dovevamo mangiarla nel pasto successivo. Per mia nonna e mia madre questa era soltanto educazione.

Plinio il Vecchio, Plinio il Vecchio

Plinio il Vecchio

Viviamo oggi in un consumismo sfrenato che ci impone di comprare sempre più cose inutili: così molto cibo viene sprecato, i vestiti non si riparano più, e qualsiasi cosa si rompa la ricompriamo; invece stranamente il digiuno è predicato da quasi tutte le religioni, come una utile disciplina per avere il controllo di noi stessi. E quando mi parlano di chef stellati, mi viene da ridere: quando ero ragazzo Caterina, che era la cuoca di un ristorante a Ischia, mi diceva che è molto più difficile realizzare i piatti semplici, come gli gnocchi alla sorrentina, perché occorreva essere così bravi da far sentire il sapore del pomodoro, della mozzarella e del basilico.
Sono felice che molte persone oggi, per necessità o scelta, comincino a far riparare gli oggetti rotti e vadano a cercare cibo ed altri prodotti magari un po’ fuori dalle grandi città. Perché una donna marocchina che ha un piccolo negozio di frutta e verdura a Capranica, vicino Roma, vende frutta e ortaggi alla metà del prezzo dei supermercati vicino a casa mia? Se a un contadino il compratore paga i pomodori a meno di un euro, perché in un supermercato ne costano cinque o sei? Sono particolarmente disgustato che per comprare una decina di pillole medicinali, io sia costretto a ricevere un blister di plastica che pesa molto di più delle pillole e che inquina l’ambiente, mentre quando ero piccolo, le pillole stavano in piccoli barattoletti di vetro. Per farsi un hamburger comprando carne macinata, occorre forse un po’ più tempo che per utilizzare due hamburger confezionati nella plastica ed è lo stesso per molti salumi e formaggi.

Saldi nei grandi magazzini di abbigliamento

Quando ero bambino mia nonna comprava la pasta, lo zucchero, le lenticchie e molti altri prodotti che il venditore pesava e metteva poi in un cartoccio di carta, e se andavo a comprare il latte riportavo la bottiglia vuota per riceverne una piena. Quali sono le formidabili differenti prestazioni di un telefonino da mille euro, rispetto a uno che ne costa duecentocinquanta? Oggi anche le auto più piccole hanno le prestazioni delle più grandi, anche perché la velocità massima è 130 Km/h.
Onfray ha dedicato un libro ai disastri di un vulcano, ma oggi gli stessi disastri sono causati dalle folli guerre che ci circondano.
Chi non arriva alla fine del mese risparmia per necessità e a lui va tutta la mia solidarietà, sapendo però che anche per coloro che se lo possono ancora permettere, la frugalità sarebbe una opzione importante e forse tra breve una reale necessità.
Moltissimi, anche i più abbienti, si stanno accorgendo che il capitalismo, il consumismo selvaggio e ingiustificato, è sempre meno sostenibile e, se si adottasse un’antica frugalità e molti prodotti super industrializzati rimanessero sugli scaffali dei supermercati, anche i produttori dovrebbero darsi una regolata. Forse si organizzerebbero, come molti già fanno, per riavere un banco della drogheria dove comprare salumi e formaggi da incartare dopo averli pesati. Mostrare agli altri la ricchezza, il benessere di cui si dispone, è stato considerato una notevole volgarità per le classi con più educazione e cultura che consideravano con ironia e disprezzo quelli che definivano “burini arricchiti”.
Questo cambiamento è possibile purché ci si renda conto che l’antica frugalità di Plinio il Vecchio è anche uno stile di vita, una eleganza della quale non vergognarsi, ma essere orgogliosi.