L’Occidente
ha perduto
il rosario

Siamo certamente tutti immersi in una attualità di guerre, conflitti ed immani massacri che ci stanno riportando più di cento anni indietro nella storia. Giornali, trasmissioni e talk show televisivi, ma anche i social media, ci propongono una realtà attuale, tanto terribile, quanto frammentaria e occasionale, concentrandosi soprattutto sulle azioni degli attuali capi politici del mondo. E naturalmente anche sulle conseguenze che esse comportano per migliaia di innocenti esseri umani.

Vladimir Putin e Donald Trump

Guerre e conflitti hanno sempre segnato la storia dell’umanità, anche se, per quasi ottant’anni, almeno il mondo occidentale sembrava aver superato la violenza per risolvere le controversie tra governi e popoli. Sembriamo dare la colpa degli orrori che vediamo, essenzialmente ai politici che governano oggi il mondo, come Putin, Trump, Netanyahu e tanti altri piccoli e grandi dittatori. Però questa finisce, a mio parere, per rappresentare soltanto una semplificazione.
Con la caduta del Muro di Berlino avevamo pensato che il comunismo sovietico, che rappresentava la più grande alternativa al capitalismo e al liberismo occidentale, fosse definitivamente morta. Pochi avevano riflettuto sulla frase di Gorbaciov con la quale aveva introdotto una sua conferenza ad Harvard: «Cari amici americani, vi abbiamo fatto un dono avvelenato, abbiamo eliminato il vostro grande nemico».
Le ideologie del 1900 sembravano morte e ci siamo quindi ritrovati in un liberismo senza regole, che ha comportato un individualismo selvaggio, incredibili diseguaglianze, il culto della ricchezza, in una assenza totale di principi e regole di vita.

Ma da dove venivano, nel corso della storia e per quasi tutti i popoli queste regole e principi? Non certo da norme giuridiche e codici penali che non possono da soli assicurare con polizia e tribunali, l’assetto e i rapporti nell’ambito delle comunità umane.
Molti grandi intellettuali del 1900 trattavano con scetticismo e sufficienza tutti i credo religiosi, assimilandoli in pratica, a inutili superstizioni. Il grande storico Yuval Arari, uno dei più grandi intellettuali del nostro tempo, chiama “narrazioni” queste fedi religiose, che si tratti del Vangelo, del Corano, della Bibbia e degli altri testi sacri. Ed Emmanuel Todd nel suo bellissimo saggio La sconfitta dell’Occidente (2024), appare allinearsi su questa visione. Tuttavia anche questi due grandi studiosi sembrano alla fine riconsiderare questa concezione negativa dei testi sacri.

Il Muro di Berlino abbattuto nel 1989

Recentemente, una mia grande amica, Chiara, che è una donna particolarmente colta, una vera intellettuale, anche se ancora giovane, mi ha fatto riflettere. Avendo perso recentemente una persona, a lei molto cara, mi ha detto che prima del funerale la sua famiglia si era riunita per recitare il rosario. Mia nonna materna e le donne della casa lo recitavano tutte le sere, insieme. Poteva sembrare un semplice rituale anche se i musulmani hanno un loro rosario fatto di invocazioni ripetute.
Mi sono domandato se si trattasse delle pratiche tradizionali di semplici “beghine”, che si riducevano a formali giaculatorie.
A parte gli aspetti metafisici, come il paradiso, l’inferno, angeli e diavoli, il premio o il castigo che ci aspetterebbero dopo la morte, tutte le fedi religiose comportano però anche regole di vita. Ciononostante non si può negare che queste regole abbiano orientato la vita e i comportamenti di tutti i popoli per molti secoli ed anche ora, se si considera il comportamento di gruppi integralisti religiosi come i battisti americani.
Abbiamo contestato molte regole che venivano dal mondo cristiano, autorizzando per esempio il divorzio e l’aborto, però i grandi principi, quelli dei dieci comandamenti, ma anche insegnamenti del Vangelo come il Discorso della montagna, rappresentavano principi e regole che non avevano bisogno di polizia e tribunali, ma che facevano parte della cultura del mondo cristiano, anche se molti cattivi maestri le avevano strumentalizzate per il loro potere, come avviene anche oggi.
Educavamo i nostri figli con questi principi di rispetto degli altri e di convivenza, ed essi avevano, ed hanno ancora per molti, un valore fondamentale, prima ed oltre le leggi dello stato. Forse il rosario recitato dalla famiglia di Chiara, come avveniva tutte le sere a casa mia, non si riduceva a formali giaculatorie, ma ci ricordava l’appartenenza ad un sistema di principi dei quali continuiamo ad avere un grande bisogno.

Rosario, L'albero di Natale davanti la Basilica di San Pietro

L’albero di Natale davanti la Basilica di San Pietro

Quando i nostri analisti parlano delle guerre e degli orrori, oggi di nuovo sotto gli occhi di tutti, è troppo facile attribuirli ad un gruppo di feroci dittatori che perseguono i loro interessi personali con la violenza. Non solo il mondo occidentale ma anche quello ortodosso dei russi e i protestanti di tutto il mondo, sembrano dare per scontato che l’unica legge sia quella del più forte e che gli unici rimedi siano altra violenza o faticose trattative diplomatiche. Soprattutto le comunità democratiche non si ribellano più a massacri e violenze contro gli innocenti, che sembrano aspetti scontati del mondo nel quale ora viviamo.
La protesta contro questa disumanizzazione degli esseri umani è riservata a piccoli gruppi politici, agli animatori della Global Summut Flotilla, ai partecipanti alla manifestazione NoKing, ed a quelle sparute minoranze di giovani che protestano, come i ProPal e quelli di Ultima Generazione.
Forse invece, non solo le democrazie occidentali ma tutti i popoli del mondo, hanno perduto, o dimenticato, quei principi che alla fine erano il comune denominatore di tutte le fedi religiose, quelle vere, e non quelle strumentalizzate da tiranni e cattivi maestri.
Carissima Chiara, ti ringrazio moltissimo per quel rosario che mi hai ricordato in un brevissimo post su WhatsApp, forse è proprio la perdita di quel rosario che ci ha portato dove siamo oggi.