Roma «negata»
nella Giornata Mondiale
dell’Ambiente

Giornata mondiale dell'ambiente, Roma sommersa dai rifiuti

Roma sommersa dai rifiuti

Il 5 giugno arriva la Giornata Mondiale dell’Ambiente dell’Onu e la capitale d’Italia è in piena crisi rifiuti. Il paese europeo che più e forse meglio di tutti ha imboccato la via della transizione ecologica, paga il peggiore pegno alla sua città più famosa. Ci sono molti modi per raccontare l’ennesima crisi della gestione romana dei rifiuti, ma uno su tutti forse prevale: il corto respiro delle idee contrarie agli impianti. Ambientalismo ebbro e fallace. 
Le amministrazioni locali -regioni, comuni, città metropolitane- hanno grandi responsabilità nell’organizzazione dei servizi essenziali, ma è il governo che alla fine stabilisce priorità e «convenienze». Di fatto gli ultimi due governi (almeno) hanno bloccato ogni progetto di nuovi impianti rifiuti sul territorio nazionale. Ad un ministro strenuo -e purtroppo convinto- oppositore di termovalorizzatori tecnologicamente avanzati, a Roma si é aggiunta una guida amministrativa incapace di ogni azione migliorativa.

Giornata mondiale dell'ambiente, Virginia Raggi

Virginia Raggi

Il rifiuto di questi ultimi giorni di portare i rifiuti in emergenza in una discarica per liberare la città dai cumuli di spazzatura, è la conseguenza concettuale di quella contrarietà ad impianti moderni e sicuri. 
Vedere il male in ogni azione non propria senza confrontarsi, sulle questioni ambientali in particolare, vuol dire arretrare, comprimere qualsiasi aspirazione a stare meglio.
La contingenza politica vuole che il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, dinanzi all’emergenza rifiuti nella sua Regione, ha annunciato la costruzione di un nuovo termovalorizzatore e la progressiva chiusura delle discariche. Ha puntato il dito contro la burocrazia che impiega anni per mandare avanti le pratiche ma si è detto determinato a completare i lavori del nuovo impianto entro tre anni.
La sindaca Raggi non ha nulla da apprendere? E c’entra poco – a parere di chi scrive – la campagna elettorale. Il problema rifiuti a Roma si risolverà ben oltre l’esito delle prossime elezioni, quindi tutto ciò che si può ancora fare va fatto. La vista lunga dovrebbe essere nel bagaglio culturale di un buon politico. Se i romani non la vedono (non l’hanno vista) vuol dire che devono affidarsi a qualcun altro.