Lecchi, il fotografo
della Repubblica Romana

Speranze, ideali democratici, battaglie, giovani volontari, morti. Foto della Repubblica Romana. 1849, la Repubblica Romana fu un sogno breve represso con fucili e baionette. Nel 170° anniversario di quelle tragiche vicende sabato 15 giugno si svolgerà l’ottavo appuntamento su Roma, 1849. Il sogno della Repubblica nella città dei papi. Questa volta il tema è la fotografia: Fotografare gli scontri: immagini da un campo di battaglia, a cura di Maria Pia Critelli.

Le foto della Repubblica Romana, tentata da Garibaldi e Mazzini, è una questione trascurata o del tutto ignorata. Invece è un tema importante, è la documentazione visiva di quei tragici mesi. Il pittore-fotografo Stefano Lecchi realizza nel 1849, spiega un comunicato stampa, quello che può essere considerato il primo reportage di guerra ad oggi conosciuto. Le foto della Repubblica Romana furono una grande innovazione tecnologica, non l’unica maturata in quella terribile guerra.

Foto della Repubblica Romana, Acquedotto dell'Acqua Paola, 1849

Acquedotto dell’Acqua Paola, 1849

A partire da allora la rappresentazione dei conflitti si serve della fotografia come nuovo medium; anche se la scarsa sensibilità dei materiali fotografici dell’epoca rendeva necessari lunghi tempi di posa che impedivano la ripresa dei combattimenti e in generale di azioni in movimento.

Molte le immagini realizzate durante la vita della Repubblica e moltissime quelle che vengono realizzate durante le pause dei combattimenti e dopo la sua caduta.

Disegni, acquerelli, incisioni, quadri, schizzi vengono realizzati da chi ha partecipato o assistito agli eventi o vuole ricordare, fissandola, l’immagine di alcuni protagonisti. A ciò vanno aggiunti i resoconti visivi inviati ai giornali esteri e spesso pubblicati per accompagnare la cronaca degli avvenimenti.

Diversa però è l’attenzione che distingue il modo di lavorare dei fotografi da quello degli altri artisti, che avevano a disposizione una maggiore quantità di tempo per organizzare ed elaborare l’immagine anche a distanza di tempo magari servendosi di schizzi fissati sui luoghi o rifacendosi ad opere di altri artisti.

Le foto della Repubblica Romana hanno avuto un ruolo rilevantissimo. La contemporanea editoria litografica attinse alle immagini fotografiche per un’enorme diffusione attraverso la traduzione a stampa. Trascurando il nome dell’autore, il riferimento veniva fatto solo al tipo di documento utilizzato come fonte da cui derivavano le litografie con la dicitura «tratte da daguerrotipo» termine che indicava allora, genericamente, le fotografie.

Le preziose immagini realizzate da Lecchi agli albori della tecnica fotografica ebbero diffusione soprattutto in ambito garibaldino e conobbero un’immediata risonanza grazie alla loro traduzione litografica.

Il possesso delle immagini, anche quelle fotografiche dei luoghi, diviene pertanto per il fruitore, spesso testimone o protagonista, un mezzo per registrare e conservare la memoria in modo attendibile, fedele e quanto più possibile completo.

 

 

Fotografare gli scontri: immagini da un campo di battaglia

1849, la Repubblica Romana

Sabato 15 giugno, ore 16.00

Museo della Repubblica Romana e della memoria garibaldina

Largo di Porta S. Pancrazio, 9 (00153 – Roma)

Ingresso libero fino a esaurimento posti