Vivaldi fa sognare
con le Quattro Stagioni

Brillante, vitale, armonico. Antonio Vivaldi fa sognare risvegli gioiosi, tempeste, ruscelli, amori. La sua musica, soprattutto il violino combinato con il flauto, genera inebrianti emozioni. Incanta oggi come nei primi anni del 1700, quando fu scritta.

Vivaldi, locandina dell'evento

Locandina dell’evento

Domenica 14 gennaio alle ore 18.00 si potrà ascoltare Vivaldi nel Castello di Santa Severa, nella sala Nostromo. L’Orchestra giovanile Massimo Freccia e i suoi solisti diretti da Massimo Bacci, saranno i protagonisti del concerto dedicato al celebre “prete rosso” (il compositore e violinista veneziano era chiamato così per il colore dei capelli). Si tratta di un’altra esecuzione nell’ambito della Stagione concertistica “Castello Armonico” realizzata dalla Regione Lazio in collaborazione con Lazio Crea, Mibact, Comune di Santa Marinella e CoopCulture.

Il geniale musicista, un prete con una salute precaria, fu un cittadino del mondo: visse e lavorò a Venezia, Roma, Mantova, Praga, Vienna. Fu osannato e poi dimenticato. Morì povero a Vienna, lontano da Venezia, la sua città.

È intenso il programma musicale del 14 gennaio: oltre alle celebri “Quattro Stagioni”, nelle quali si alterneranno nella veste solistica i violinisti Giorgio Galli, Roberta Vaino, Chiara Ascenzo e Leonardo Fauci, verranno eseguiti il Concerto per 2 Violoncelli, solisti Rebecca Ciogli e Lorenzo Muscolino, e il concerto per Flauto e Archi “Il Gardellino” con Michele Forese solista. 

Antonio Vivaldi

“Le quattro stagioni” sono il ciclo più noto delle composizioni del celebre musicista, quasi 500 concerti, di cui più di 200 per violino, suo strumento preferito, del quale si diceva che «… una tale arte non è mai stata sentita e non potrà mai essere eguagliata … suona con le dita ad un pelo dal ponte con una velocità incredibile … se vi è del male nei suoi toni acuti e rapidi, allora Vivaldi ha molti peccati da espiare …».

Si tratta di quattro concerti, ispirati ciascuno ad una stagione dell’anno. Fanno parte dell’opera 8, “Il cimento dell’armonia e dell’invenzione” e costituiscono uno dei primissimi esempi di musica descrittiva.

LA PRIMAVERA: concerto in Mi maggiore per violino, archi e cembalo. La musica descrive passo a passo l’andamento dei singoli episodi della Primavera: il canto degli uccelli, il temporale e la danza finale (il violino solista rappresenta un pastore addormentato, le viole il latrato del fedele cane mentre altri violini le foglie fruscianti).

L’ESTATE: concerto in Sol minore per violino, archi e cembalo. Si tratta, fuori dubbio, del concerto di maggiore efficacia descrittiva; protagonista è la tempesta che si sente avvicinarsi da lontano nella calura estiva per poi scoppiare nel finale in tutta la sua virulenza. L’assolo descrive il pastore spaventato dal temporale improvviso.

L’AUTUNNO: concerto in Fa maggiore per violino, archi e cembalo. Protagonista del concerto è Bacco: Vivaldi riproduce in modo magistrale l’ebbrezza provocata dal vino mentre nel secondo movimento, quello centrale dal titolo i “Dormienti ubriachi”, si sente il clima trasognato e tranquillo del dopo-festa. Il terzo movimento, infine, si identifica con la tumultuosità ed i ritmi della caccia.

L’INVERNO: concerto in Mi maggiore per violino ed archi. In un primo tempo questo concerto, dai toni pastorali, era stato concepito da Vivaldi per essere eseguito in chiesa; tutta l’orchestra suona sempre quasi “in sordina” come a non voler disturbare i fedeli raccolti in preghiera.

Per informazioni: 0639967999 www.castellodisantasevera.it