Siamo come al solito bombardati dalle più diverse cronache, visioni e interpretazioni dei fatti di Ceuta. Voglio subito chiarire che non ho nessuna intenzione di associarmi alle analisi di esperti e giornalisti sul perché ottamtamile persone (seondo le ultime stime del sindaco), non solo marocchini, abbiano deciso di punto in bianco di percorrere a nuoto il tratto di mare che divide la frontiera marocchina, da quella del territorio spagnolo di Ceuta (circa 5 chilometri).

Migliaia di migranti africani assaltano a nuoto l’enclave spagnola di Ceuta
Molti dei nuotatori hanno affermato che, sui social media, si diceva che la Spagna era divenuta un paese di accoglienza per i migranti, ma dato il numero di coloro che ci hanno creduto, mi sembra difficile pensare che il governo marocchino non abbia deciso di dare un segnale alla Spagna, all’Europa, o forse a tutto il mondo occidentale.
Né è la prova il fatto che la grandissima parte di questi migranti sia poi pacificamente ritornata a casa. Cento di loro però non sono riusciti a sopravvivere alla nuotata, ma questo è normale, e non interessa più a nessuno, perché il Mediterraneo è diventato un grandissimo cimitero. Restano comunque i minori non accompagnati, ed altri sfortunati che non hanno potuto tornare indietro e che possono contare soltanto, per mangiare o curarsi, sulle poche organizzazioni benefiche che operano a Ceuta.
Questo episodio si iscrive nel gigantesco ed epocale problema delle migrazioni di molte comunità del terzo mondo verso l’Europa, che si tratti di persone colpite da guerre e massacri, o soltanto di esseri umani che non riescono a sopravvivere nei loro paesi per assenza di lavoro o conseguenze del cambiamento climatico sulle loro terre coltivabili o altri elementi sui quali era fondata la loro vita.
Per dei veri politici quindi Ceuta potrebbe rappresentare un segnale occasionale, ma molto significativo: una specie di calcio negli stinchi destinato ad un mondo politico che non sa gestire quasi nulla, figuriamoci le migrazioni. E, non dimentichiamolo, Erdogan trattiene la migrazione verso l’Europa, ma potrebbe anche lui organizzare uno “scherzetto” stile Ceuta.

Migliaia di migranti africani invadono Ceuta dal Marocco
Tutti sappiamo anche che molti paesi, dai quali provengono migrazioni, sarebbero ricchissimi, perché possiedono petrolio, importanti minerali o risorse agricole a bassissimo costo, chi beneficia di queste ricchezze? Società petrolifere e minerarie dei civilissimi paesi democratici nei quali abitiamo. Il colonialismo si limita oggi soltanto allo sfruttamento dopo l’indipendenza formale della decolonizzazione. Basterebbe quindi che le società sfruttatrici obbligassero i governi corrotti a distribuire almeno la metà dei loro guadagni ai cittadini.
Ho diretto a lungo, nella mia vita, progetti di cooperazione che avrebbero avuto lo scopo di creare sviluppo economico e lavoro in molti di questi paesi. Per quanto qualche piccolo risultato sia stato ottenuto, molti di questi progetti sono serviti soltanto ad arricchire i bilanci di alcune agenzie ONU, o di grandi e piccole società di consulenza, che sono scappate via alla fine dei progetti, lasciando ben poco ai beneficiari.
Ho voluto ricordare soltanto alcune di queste cause della migrazione per mostrare che l’Europa e l’Occidente ne sono i principali responsabili.
Ma torniamo ai fatti. Il problema non è la cattiveria o l’insensibilità dei politici europei, ed in particolare delle destre, come Giorgia Meloni e gli altri, ma l’assoluta incapacità di tutti i politici del nostro mondo non di risolvere ma nemmeno di affrontare i problemi epocali del nostro tempo. Giorgia Meloni non parla più del blocco navale, impraticabile e sempre meno si dice che i migranti rubano il lavoro alle società locali. Una fornaia di Ischia ha cercato per tre mesi un collaboratore per il suo panificio. Ma siccome occorreva svegliarsi alle quattro del mattino, ha dovuto ripiegare su un migrante, un africano. I pizzettai delle nostre città sono egiziani, i badanti dei nostri anziani sono stranieri, e ogni sugo di pomodoro sui nostri spaghetti è merito di migranti sfruttati da caporali senza scrupoli che solo di recente cominciamo perseguire. Sanchez ha concesso il permesso di soggiorno – e non certo la cittadinanza – a circa 500.000 migranti. Perché è buono o socialista? O soltanto perché in Spagna come in Italia, la forza lavoro è drammaticamente insufficiente? E la Merkel aveva accolto moltissimi siriani perché qualificati, che lavorano oggi nelle fabbriche tedesche.
Quindi c’è bisogno di migranti per il lavoro, la denatalità, ma non lo si può dire perché altrimenti si perdono voti a favore dei vari Vannacci d’Europa.

Recep Tayyip Erdoğan e Giorgia Meloni
I respingimenti sono sulla bocca di tutti, ma per respingere qualcuno occorre un paese disposto a riprenderselo. Molti di questi paesi però, favoriscono le migrazioni, perché fa loro comodo o perché gestita da politici e funzionari corrotti. Neanche un kayak potrebbe uscire da Sfax in Tunisia, senza che le autorità se ne accorgano.
Dopo i fatti di Ceuta Giorgia Meloni ha sospeso il trattato di Schengen contro la Spagna. E allora particolarmente divertente è l’intervista che il Ministro Tajani si è trovato casualmente a dare al giornalista Nicola Campagnani (vedi pagina Facebook di Abolizione del suffragio universale, che riporta la seguente intervista). La colpa è tutta di questo giornalista, che invece di permettere al Ministro di fare un monologo –come fanno la gran parte dei giornalisti italiani – gli ha posto vere domande.
Campagnani: «Ministro, quali sono i risultati di questa manovra di sospensione di Schengen con la Spagna?».
Tajani abbozza un sorriso: «Ci sono risultati. Stiamo verificando… con il controllo dei passaporti, se ci sono persone che non possono entrare in Italia».

Antonio Tajani
Campagnani però insiste: «Dico… ne abbiamo trovato qualcuno che non poteva entrare? Qualcuno che veniva da Ceuta?».
Tajani inizia a guardarsi intorno, spaesato: «No, no, no. Ancora stamattina, fino adesso, non ci risultano».
Il giornalista, imperterrito, prosegue: «E le pare plausibile che troveremo qualcuno, voglio dire?».
Qui Tajani comincia a sentire il terreno cedere sotto le scarpe: «Io mi auguro che non ci sia nessuno, però è importante controllare, come abbiamo fatto con il confine con la Slovenia».
Il giornalista lo guarda con il dubbio che il ministro abbia appena spostato la Spagna dietro Trieste.
Poi domanda: «Confine con la Slovenia… ma il confine con la Spagna qual è?».
Risposta: «Il confine con la Spagna è il confine marittimo e il confine aeroportuale. Cioè chi arriva in nave e chi arriva in aereo».
Il giornalista, ormai incredulo, tenta l’ultima verifica: «Dite che quelli di Ceuta arrivano con l’aereo?».
E qui il cervello di Tajani realizza il kolossal: «Possono arrivare. Attraverso la Spagna, verifichiamo chi arriva. È un momento particolare, ricordiamo che c’è stato un attentato in Germania, c’è un ritorno dell’Isis, dobbiamo prevenire ed evitare che accada questo».

Pedro Sanchez
Però forse Tajani non ricorda che l’attentato in Germania è stato compiuto da un cittadino tedesco, e non da un migrante!
A parte il fatto che la sospensione di Schengen con la Spagna è una buffonata perché è sempre consentito alle autorità di un paese di verificare documenti e persone anche al di fuori delle frontiere, quelli che venissero da Ceuta porterebbero la parola Ceuta sulla fronte?
Il vero problema è quello di considerare le migrazioni per quello che sono e cioè un fenomeno epocale che ci riguarderà per molti anni a venire. Rinchiudere coloro che possono essere respinti al di fuori dell’Europa, è costosissimo e comunque serve a poco. Non solo la Suprema corte spagnola si è pronunciata in materia affermando in pratica che un migrante che viene dal mare non può essere lasciato affogare, ma Giorgia Meloni e i suoi straordinari collaboratori, ignorano anche che la corte di giustizia europea, pur ammettendo che l’Europa può regolare le migrazioni e attuare eventuali respingimenti, ha sottolineato alla fine che però ogni singolo migrante ha diritto di accedere alla giustizia perché essa decida sulla legalità del suo respingimento, per fortuna cioè Montesquieu ha previsto la giustizia come un potere dello Stato, ed è a lei che si deve il rispetto dei diritti umani nelle società democratiche, altrimenti ritorneremo certamente alla violenza e ai massacri.
Infine nessuno nega che le migrazioni debbano essere in qualche modo gestite o regolate: il problema è che abbiamo politici chiacchieroni ed incapaci che non risolvono mai nessun problema perché per loro è importante soltanto lanciare messaggi sui social media che tanto verranno dimenticati in pochi giorni.
