Il signor Abderrahim Fakir, 42 anni, di origine marocchina, aveva cominciato a dare in escandescenze in mezzo alla strada, rischiando certamente di poter far male a qualcuno. La polizia è intervenuta per contenerlo, lo ha fermato e gli ha immobilizzato mani e piedi. Era presente anche una autoambulanza con alcuni paramedici, che però non sono intervenuti, o lo hanno fatto troppo tardi, nonostante le richieste di aiuto del povero signor Fakir.

Abderrahim Fakir immobilizzato da due poliziotti
L’unica interpretazione seria verrà dalla giustizia, perché saranno i giudici a determinare cosa sia successo veramente e se ci siano responsabilità nella sua morte, e a chi debbano essere attribuite.
Il sindaco di Bologna Lepore, ha voluto organizzare una manifestazione di protesta per il trattamento di Fakir, e, come avviene in molte altre proteste, i violenti e i criminali si sono sfogati colpendo i poliziotti e distruggendo vetrine e automobili. La discussione se Lepore avesse fatto bene a organizzare la manifestazione, oppure avesse sbagliato, non mi appassiona, la lascio alle solite visioni superficiali e strumentali della politica di destra o di sinistra.
La polizia compie ogni giorno decine di interventi per la difesa delle persone, e il suo compito è quello di prevenire crimini e reati. Non ci si può meravigliare però che qualche volta i poliziotti, che sono esseri umani, nella pressione del momento, esagerino compiendo violenze. Anche questo è naturale perché la polizia è formata da uomini che hanno sentimenti e reazioni come tutti gli altri.
Quello che voglio sottolineare è che, probabilmente in questo caso, sia la polizia che i paramedici, abbiano forse perso tempo, senza capire l’eventuale gravità della situazione. E anche questo potrà essere considerato colpevole, ma fa parte delle incertezze e dei dubbi di tutti gli esseri umani. Ciò che è molto più grave è che non si può delegare alla polizia il trattamento di persone che presentino evidenti disfunzioni psichiche, perché un paese civile e democratico dovrebbe disporre di specifici metodi di intervento su persone che evidentemente presentino un grave stato di confusione e di disagio.
La magistratura ci dirà se c’è qualche colpevole, ma il vero responsabile è uno Stato che dimostra sempre di non avere nessuna cura per le persone in difficoltà. Drogati e psicolabili sono buttati in carcere e riempiti di calmanti. E questa è la prova più concreta non della cattiveria dei poliziotti ma dell’inefficienza dello Stato.
