In Sardegna è guerra
alle pale eoliche

Energia alternativa, Pale eoliche in Sardegna

Pale eoliche in Sardegna

Il boom delle richieste per nuovi impianti di energia alternativa, eolici o fotovoltaici che siano, spaventa la Sardegna. A sollecitare le proteste che stanno attraversando l’Isola, da Nord a Sud, non sono soltanto le dimensioni delle torri e delle pale eoliche, ma la valanga di progetti. Le 243 pratiche con cui una cinquantina di aziende energetiche chiedono di produrre altri 50 GW. Cioè 12 volte la potenza installata attualmente per il milione e mezzo di residenti registrati dall’Istat.
La pressione esercitata sul territorio dell’Isola è grande e spesso sconsiderata. Come dimostrano i progetti per pale eoliche alte 220-230 metri in Barbagia o le 27 torri da 180-200 metri di Saccargia.

Paesaggio con pale eoliche

Questa del parco eolico con vista sulla famosa basilica romanica, è al centro di polemiche particolarmente vivaci, perché frutto di un pasticcio della Regione Sardegna. La storia inizia nel 2024, quanto la Giunta Solinas (centrodestra) dopo la bocciatura da parte della Corte Costituzionale della cosiddetta moratoria, ossia il divieto generalizzato di nuovi impianti, non prese alcun nuovo provvedimento. Un’inerzia amministrativa che ha fatto scattare il silenzio assenso anche per il potenziamento delle vecchie turbine esistenti tra Nulvi e Ploaghe con le nuove, gigantesche torri progettate per triplicare la potenza esistente.
La realtà nuda e cruda vede la Sardegna alle prese con una trasformazione energetica dettata da “multinazionali del vento” che puntano sull’Isola perché è poco popolata e quindi “facile da occupare” ma anche per l’incapacità degli amministratori locali di governare la corsa alle energie alternative. Alla fine la lentezza della burocrazia e le procedure autorizzative opache consentono il ricorso al silenzio-assenso e i progetti passano senza troppi problemi.
L’espansione di impianti eolici e fotovoltaici sta ridisegnando grandi parti del territorio suscitando crescenti tensioni tra comunità locali e grandi operatori energetici accusati di aver avviato una “transizione energetica” che assomiglia a una vera e propria colonizzazione industriale. Intanto l’arrivo di centinaia di pale eoliche alte come grattacieli minaccia di stravolgere l’isola e di cancellare la sua identità.

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