
Airone Rosso
Proprio di fronte all’entrata del porto di Ostia in via dell’Idroscalo c’è un piccolo gioiello: un lago di 11 ettari alimentato da una falda sotterranea, protetto da dune e una fitta vegetazione tanto che dall’esterno è invisibile.
È l’Oasi della Lipu (Lega italiana protezione uccelli), che si estende per 20 ettari complessivi, con un cancelletto che segna il confine con il parco letterario e il monumento per Pier Paolo Pasolini: luogo che si affolla nel giorno della commemorazione (dell’omicidio) il 2 novembre con letture di poesie interventi di artisti e presenze istituzionali.
I volontari della Lipu hanno il compito di salvaguardare le specie animali, qui ce ne sono più di duecento. Michela Benedetti è la fotografa naturalista che fa da guida competente ai visitatori, accompagnandoli lungo il sentiero che, dall’entrata su via dell’Idroscalo con uno chalet come centro accoglienza, apre il tragitto in mezzo alla selva e porta a due capanni di osservazione degli uccelli che nidificano nel lago, tranquilli e indisturbati. Si osserva la regola del silenzio e della bassa voce per non disturbare la fauna.

Michela Benedetti
Qui tra le dune e la fitta vegetazione si può osservare tra l’altro il Fistione turco. Una anatra molto particolare dai colori vivaci. Le femmine, ce ne sono due stanziali, che producono anatroccoli a dozzina, le coppie maschio femmina sono prolifiche per la selezione naturale che permette poi la sopravvivenza di solo due – tre piccoli a nidiata. Il perché di così tanti pulcini è presto spiegato: nell’oasi c’è la tana di una volpe nuotatrice.
Michela racconta che ci sono immagini che riprendono la volpe che nuota nel lago per fare la spesa, a spese del Fistione, cibandosi dei suoi piccoli. Il Fistione femmina ha un bel becco rossastro come fosse un rossetto per attirare il maschio, una civetteria per salvare la specie.

Fistioni turchi
L’airone rosso, invece, viene a nidificare tra marzo e settembre, animale raro, anche lui ghiotto di piccoli anatroccoli. Dopo un lungo volo dall’Africa atterra in una area del lago vicino al capanno lasciato apposta per la bisogna; il volatile è grande come un airone cerino con delle striature che vanno dal blu al rossastro. C’è anche una specie molto particolare si chiama Schiribilla, un palmo di uccellino che vive nelle canne, di colore bluastro il maschio, la femmina più mimetica.
Nell’Oasi della Lipu c’è pure un Biacco un serpente non velenoso che ama prendere il sole. E le tartarughe nere con dorso a punto giallo più piccole di quelle americane, quest’ultime più aggressive, sono quelle che invadono i canali, dopo essere state abbandonate dai proprietari dei giardini domestici. L’utenza porta al centro della Lipu anche gli animali che vanno soccorsi, c’è un centro recupero apposito.
Il progetto dell’Oasi nacque un paio di decenni fa e più, dopo un lungo contenzioso per trasformare quella che era solo una discarica palude in quello che è oggi grazie al sindaco Rutelli. L’unica presenza curiosa rimane quella di un artigiano che ha una officina con entrata indipendente nel bel mezzo dell’Oasi. Gli orari di accesso per il pubblico sono la mattina del sabato e della domenica.
