
Marilyn Monroe nel film “Quando la moglie va in vacanza”
Il 4 agosto 1962 moriva a soli 36 anni una delle dive più affascinanti di Hollywood: Marilyn Monroe. Fu trovata morta nella sua camera da letto a Brentwood (Los Angeles) da Ralph Greenson, il suo medico psichiatra. Lo aveva chiamato Eunice Murray, governante e amica dell’attrice, preoccupata perché Marilyn si era chiusa nella sua camera e non rispondeva.
Nuda nel letto aveva in mano la cornetta del telefono. Nel suo corpo furono trovati 8 milligrammi di Idrato di cloralio e 4,5 milligrammi di Pentobarbital: un mix fatale. Purtroppo da anni la diva usava barbiturici, per combattere depressione e ansia. Era una donna fragile con un’infanzia difficile trascorsa presso case-famiglia e, quando entrò nel mondo del cinema, le sue ansie e le sue insicurezze cominciarono a tormentarla.
Aveva bisogno di sentirsi approvata e apprezzata per le sue qualità di attrice e non per la sua bellezza provocante. Aveva paura del palcoscenico e Jane Russel, sua partner in “Gli uomini preferiscono le bionde”, se ne accorse così cominciò ad accompagnarla sul set. Tre mariti, tanti amanti e anche vari aborti… e, nonostante il successo, sprofondò sempre più nella depressione e nell’abuso di alcool e di psicofarmaci: da qui l’ipotesi del suicidio, accreditata dal suo medico e dalle autorità.
Ancora oggi, la morte di Marilyn è avvolta nel mistero perché per alcune ricostruzioni si trattò di un errore medico o perfino di un omicidio. L’ultima biografia dell’attrice, scritta da Andrew Wilsonfa, ricorda gli ultimi giorni di vita dell’attrice e chiarisce la pericolosità dei mix di farmaci prescritti da suo medico di fiducia.

Marilyn Monroe nel film “Gli uomini preferiscono le bionde”
Alcune contraddizioni dei testimoni circa il ritrovamento del corpo e l’arrivo della polizia, lo stesso referto dell’autopsia portarono a diverse interpretazioni sugli eventi di quella notte e sulle cause della sua morte: omicidio?
Fu anche ipotizzata la complicità dei Kennedy, che temevano per la loro carriera politica se lei avesse confessato le relazioni con loro. Si pensò perfino a una vendetta della mafia americana contro la famiglia Kennedy per alcune promesse fatte in campagna elettorale e mai mantenute.
Come Marilyn Monroe era entrata nell’entourage dei Kennedy? Soprattutto grazie all’amico Peter Lawford, che aveva sposato una Kennedy e nella cui casa a Malibu si ritrovavano attori, politici e musicisti. Fu lui a favorire e a coprire gli incontri dell’attrice con i due fratelli. Peter fu l’ultimo quella sera a sentire telefonicamente Marilyn che gli avrebbe detto: «Saluta Pat, saluta il Presidente e saluta te stesso, perché sei una brava persona». Parole che avvalorano l’ipotesi del suicidio.
Le voci di una relazione tra Marilyn Monroe e JFK si diffusero negli anni sessanta e si diceva che la loro relazione fosse cominciata durante una festa a casa di Bing Crosby nel 1962 e in quell’anno l’attrice fu invitata ad esibirsi nel Madison Square Garden di New York, durante una raccolta di fondi in onore del Presidente.

Marilyn Monroe canta Felice Compleanno Mr. President
Cantò Happy Birthday con una tale passione che la giornalista Dorothy Kolgallen ebbe a dire: «Sembrava che stesse facendo l’amore con il Presidente davanti a 40 milioni di americani». Dopo l’evento si andò a festeggiare a casa di Arthur Krim, presidente del Comitato Finanziario del Partito Democratico e in quel luogo il Presidente Kennedy e il fratello andarono entrambi a letto con Marylin Monroe. Shirley MacLaine, che era presente, ebbe a scrivere: «John Kennedy era appena uscito dalla camera da letto dietro di me e Bobby Kennedy era appena entrato. Marilyn era in camera da letto…». Dopo quell’evento Marilyn e JFK non si sarebbero più rivisti. Jackie Kennedy, infatti, minacciò il marito di chiedere il divorzio, portargli via i bambini e impedirgli così di concorrere per un secondo mandato presidenziale.
JFK interruppe la frequentazione, non però Robert che, secondo quanto raccontò la giornalista Maureen Callahan, era presente in casa della Monroe anche la notte della sua morte. Pare avesse scoperto che CIA ed FBI avessero messo sotto controllo la casa dell’attrice e che lei fosse d’accordo con loro. Le avrebbe intimato di consegnargli i nastri ma lei non aveva idea di cosa stesse parlando e non si sa come finisse la discussione, ma il giorno dopo la governante trovò Marilyn morta, nuda a pancia sotto sul letto e con il telefono in mano. Non ci sono mai state conferme sulle dichiarazioni della giornalista.

John Kennedy al Madison Square Garden
Il funerale dell’attrice fu organizzato e pagato dal suo secondo marito, Joe Di Maggio, che l’aveva sempre amata e anche Marilyn l’aveva amato, ma Joe era un tradizionalista e voleva una moglie fedele, devota, mentre lei non voleva quel tipo di vita. Le tensioni tra i due portarono al divorzio dopo solo nove mesi. Nei primi tempi dopo la morte di Marilyn, Joe portò ogni settimana un mazzo di rose rosse sulla tomba dell’attrice presso il Westwood Village Memorial Park Cemetery.
Marilyn Monroe non era solo la bionda sexy e svampita che appare in tanti film, ma era una donna intelligente e colta che amava la lettura e aveva iniziative da imprenditrice, infatti fondò una sua casa di produzioni e ne chiese il controllo sulle sessioni fotografiche. Fu una persona infelice.
A cent’anni dalla sua nascita l’immagine di Marilyn Monroe è ancora viva, visto che tante mostre, da Londra a New York, sono state organizzate per ricordarla.
