
Mauro Moretti
Ci sono sentenze che francamente risultano di difficile comprensione. L’ex amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti è stato condannato, in via definitiva, e col sigillo della Corte di Cassazione, a cinque anni di carcere (da scontare), ritenuto colpevole di non si comprende bene cosa.
Diranno, ora, che si devono attendere le motivazioni. Saranno, nessuno lo dubita, ineccepibili, sotto il profilo della forma; e si concede che la forma – in particolare quando si tratta di legge e diritto – è sostanza. Tuttavia, resta qualcosa che non convince.
I fatti di cui Moretti è accusato risalgono a diciassette anni fa. Già questo la dice lunga.

La strage di Viareggio del 2009
Moretti sarebbe colpevole nientemeno che di strage, quella avvenuta il 29 giugno 2009 a Viareggio: quella notte un treno tedesco che viaggia a forte velocità, deraglia dentro la stazione; il treno ha un carico di GPL, prende fuoco, esplode e devasta le case vicino alla ferrovia. Bilancio tremendo: 32 persone morte in modo orribile. Il treno non appartiene a Fs, ha un difetto per il quale un gancio salta; è quel gancio saltato che provoca il deragliamento. Il treno è in transito, non deve fermarsi a Viareggio…
Come poteva sapere Moretti che quel treno tedesco aveva un gancio che non funzionava bene, come lo si può ritenere responsabile? Ed è Moretti il responsabile della costruzione di abitazioni troppo vicine alla ferrovia, o della ferrovia troppo vicino alle abitazioni? Quando è “troppo”? Cosa si rimprovera esattamente a Moretti: di non aver personalmente controllato la sicurezza di un treno tedesco? Di non aver calcolato la distanza giusta, di sicurezza, tra case private e stazioni? Per questo “in nome del popolo italiano”, dovrebbe scontare cinque anni di carcere?
Per i giudici di primo e di secondo grado, e ora della Cassazione, sì, Moretti è responsabile, e dunque colpevole. Sia lecito obiettare che la cosa non ci convince per nulla, e conferma una purtroppo radicata convinta sfiducia nell’amministrazione della giustizia in questo paese.
