
La copertina del giallo “Relazioni causali”
Un delitto a Capodanno mentre inizia il nuovo millennio nella sede dell’istituto MENS (Mind, Encephalic and Neurological Studies) si festeggia: tra brindisi e conversazioni raffinate; una élite internazionale di studiosi si raccoglie attorno a Valerio Portenti, genio enigmatico segnato da un trauma che ne ha potenziato le capacità. Portenti ritorna dunque protagonista con questo giallo – “Relazioni causali – un giallo in laboratorio” – per la casa editrice Luoghi Interiori (2026) che segue il precedente “Agnizione fatale- un giallo in alto mare” (2025).
L’autore, Livio Frittella, calca ancora e in parte quel promettente filone del giallo detto “Degli enigmi della camera chiusa”. Un filone che raccoglie seconda una aggiornata ricerca più di 2000 titoli dall’Ottocento a oggi passando per autori noti, più che noti, e senza dimenticare Agatha Christie. Ricordiamo così che tra i capolavori della camera chiusa spiccano i romanzi: “Il mistero della camera gialla di Gaston Leroux” e il romanzo “Le tre bare di John Dickson Carr”. Quest’ultimo contiene anche, per chi ne volesse sapere di più, un lungo capitolo che ancor oggi rappresenta la più approfondita trattazione teorica sull’argomento, ripresa e ampliata da Clayton Rawson nel suo “Death from a Top Hat” (1938) e dal misconosciuto, ma geniale Derek Smith in “L’enigma della stanza impenetrabile” (1953).
Per tornare al giallo di oggi che segue questa nobile tradizione, la trama racconta che proprio al brindisi per il nuovo millennio, si leva un urlo e un cadavere viene trovato improvvisamente nel laboratorio e quasi nello stesso istante, un allarme blocca ogni uscita.

Livio Frittella
Il sistema informatico segnala un errore nel reparto di ricerca microbiologica; un batterio potenzialmente letale potrebbe essere sfuggito dalle celle di contenimento. Nessuno può uscire. Il protagonista dovrà risolvere il mistero e salvare delle vite. Con l’assassino che è in mezzo a noi, si potrebbe dire in questo caso.
Livio Frittella, conduttore radiofonico al giornale radio Rai (GR2), firma l’ennesimo lavoro di scrittura. Amante della lingua italiana raffinata ha debuttato con la colta casa editrice Lindau con un dizionario delle arti dello spettacolo per poi declinare anche nel Noir dopo una nutrita pubblicistica che ha compreso pure tra l’altro un apprezzato dizionario di sport.
I gialli affascinano ancora il grande pubblico e questa volta siamo passati a una dimensione del giallo più classico. Finalmente qualcuno che esce dallo schema della Suburra (delle periferie intrecciate con il Potere) del Crime contemporaneo per riconsegnare a noi lettori un delicato e incisivo avvincente racconto che non trascura, nel Prologo del libro, anche due pagine toccanti dell’incontro tra il protagonista e l’amata Vanessa, dal sapore di altri tempi. «Vanessa, poi, mi aveva dato un saggio della sua onestà, confessandomi che aveva usato quella frase come uno strumento per demolire l’ultimo diaframma che separa due entità destinate a unirsi, e con una certa dose di sfrontatezza e mi aveva recitato la citazione da lei prediletta, da una poesia di Emily Dickinson: “Che l’amore sia tutto quel che c’è / è tutto ciò che sappiamo dell’amore”».
Non potevo essere più d’accordo, perché le mie esperienze mi avevano già fatto realizzare quanto la passione – per un altro individuo, per un tema specifico o per l’intero sapere – abbia il completo dominio delle nostre vite.
