Papa Leone XIV presenterà la sua prima Enciclica “Magnifica Humanitas” tra pochissimi giorni, il prossimo 25 maggio. In essa si parlerà di Intelligenza Artificiale (IA) e del suo impatto sulla comunità umana e, non a caso, l’Enciclica è già stata firmata dal Papa il 15 maggio scorso. È la stessa data della Enciclica “Rerum Novarum”, emanata il 15 maggio del 1891 dal predecessore Papa Leone XIII, in un’epoca anch’essa caratterizzata da avanzamenti produttivi e da sconvolgimenti sociali derivanti da nuove straordinarie tecnologie come i motori e l’elettricità.

Papa Leone XIV
Travolti dal susseguirsi di notizie sul crescente caos geopolitico di questi ultimi tempi e dai problemi quotidiani che dobbiamo affrontare, molti di noi saranno forse sorpresi dal fatto che la prima Enciclica del nuovo Papa riguardi in modo specifico la IA, le opportunità che essa potrà comportare e i problemi che dovremo affrontare negli anni a venire.
In realtà, la “Pontificia Accademia per la Vita” aveva già lanciato nel febbraio 2020, sei anni fa, un documento denominato “Rome Call for AI Ethics”, un appello a istituzioni politiche, religiose e industriali di tutto il mondo per una IA che sia trasparente, inclusiva, socialmente vantaggiosa e responsabile. In particolare, il documento fissava i 6 pilastri su cui fondare una nuova etica degli algoritmi, denominata “Algoretica”: Trasparenza, Inclusione, Responsabilità, Imparzialità, Affidabilità, Sicurezza e Privacy.
Qualche tempo dopo, il 1° gennaio 2024, durante la 57ma giornata Mondiale della Pace, Papa Francesco aveva scelto, con sorpresa di molti, di parlare sul tema “Intelligenza artificiale e pace”. Nel suo intervento Papa Francesco confutava anzitutto l’idea che le tecnologie siano per loro natura “neutre”: ogni algoritmo e ogni innovazione riflettono le scelte, i valori e i condizionamenti culturali di chi li progetta. Di conseguenza, il loro impatto sul futuro dipenderà esclusivamente dalla nostra responsabilità e riguarderà tutti i campi della attività umana con rischi per la democrazia, l’informazione, le guerre “algoritmiche”, e la spinta sulle persone a delegare progressivamente la gestione della complessità, diventando così passive e acritiche.

Papa Francesco
Per questo Papa Francesco chiedeva allora che si giungesse ad un trattato internazionale vincolante in grado di fissare regole per la concezione e l’utilizzo della AI, al fine di orientare la tecnologia verso il servizio alla umanità, la tutela della dignità umana, la salvaguardia del pianeta. E lo stesso Francesco tornava sull’argomento nel suo discorso del giugno 2024, invitato alla riunione del G7 tenutosi in Puglia. In questo discorso veniva, tra l’altro, formalmente introdotto il concetto di “Algoretica”, una etica degli algoritmi, e richiesto il bando delle armi autonome gestite dalla IA.
Nel gennaio 2025, ancora durante il papato di Francesco, viene poi emanata la “Nota Antiqua et Nova”, un documento pubblicato congiuntamente dal Dicastero per la Dottrina della Fede e dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione del Vaticano. La Nota affronta il nodo più delicato: il rapporto tra l’intelligenza artificiale e l’intelletto umano. Il documento traccia una linea netta tra il “calcolo computazionale” della macchina e la “sapienza spirituale” dell’uomo: la coscienza, l’intenzionalità e l’empatia sono prerogative esclusivamente umane, e l’algoritmo non ha e non può avere responsabilità etica.
Quando viene eletto l’8 maggio 2025 il nuovo Papa Leone XIV erano dunque già gettate le basi di una visione specifica della Chiesa cattolica sui problemi posti dal crescente e rapido sviluppo della IA. A ciò si aggiungeranno la formazione scientifica del nuovo Papa e la chiara percezione di un futuro fortemente innovativo ma molto problematico determinato dallo sviluppo di una IA in grado di agire anche in modo autonomo.

Leone XIV e Marco Rubio
In attesa di poter leggere il testo della nuova Enciclica si possono per ora osservare alcune circostanze che portando in primo piano il problema dell’impatto e della regolamentazione della IA, incideranno molto probabilmente sulle nostre discussioni e, speriamo, decisioni future.
L’orientamento costante dei documenti preparatori alla Enciclica pone in rotta di collisione l’impostazione della Chiesa cattolica con le tendenze oggi prevalenti nel “mondo tecno-politico”, soprattutto americano, insofferente a qualunque regola considerata un deliberato ostacolo allo sviluppo della tecnologia. E ciò che sta già accadendo, ad esempio, con l’uso di armi “autonome” nei conflitti militari in corso dovrebbe creare allarme in tutti noi.
Colpisce, a questo proposito, che alla presentazione della nuova Enciclica, sia stato invitato Christofer Olah, uno dei fondatori di Anthropic, la società di IA oggi in rotta di collisione con il governo Trump proprio su questioni relative all’uso autonomo della intelligenza artificiale nelle operazioni militari. E forse proprio tale spinosa questione e la posizione del Vaticano in proposito, può essere stata uno dei reali motivi della recente visita del segretario di Stato Marco Rubio in Vaticano.
La nuova Enciclica avrà, speriamo, l’effetto di porre all’ordine del giorno la esigenza di affrontare con serietà e determinazione una libera discussione su questi temi complessi ma decisivi per il nostro futuro, e ci porterà a riflettere sulla esigenza primaria di fare della Intelligenza Artificiale uno strumento nelle mani di ciascuno di noi e non di poteri incontrollabili.
