L’8 marzo 2026 la celebrazione della Giornata Internazionale della Donna si è tenuta al Quirinale alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, della premier Giorgia Meloni e di alte cariche dello Stato. È intervenuta anche la professoressa Amalia Ercoli Finzi, la prima donna italiana laureata in ingegneria aerospaziale, che ha tenuto viva l’attenzione dei numerosi presenti raccontando aneddoti personali e riflettendo sulla condizione femminile.

Amalia Ercoli Finzi
Amalia nasce a Gallarate il 20 aprile 1937. Fin da piccola era attratta dal mondo scientifico e infatti ebbe a dire: «Sono un’ingegnera nata, da piccola smontavo e rimontavo le bici senza difficoltà». Dopo il liceo scientifico si iscrisse alla facoltà di ingegneria aeronautica (a quel tempo ingegneria aerospaziale non esisteva) del Politecnico di Milano, anche se i genitori avrebbero preferito che diventasse un’insegnante di matematica. Una scelta anticonformista la sua se si considera che il corso di studi da lei scelto era allora frequentato da 5 ragazze su 650 studenti.
Ebbe a raccontare come fosse difficile abbattere le convenzioni sociali a quei tempi: all’inizio del corso universitario, infatti, era coperta di attenzioni da parte dei ragazzi e aveva ricevuto ben 31 proposte di matrimonio, quando però si laureò con il massimo dei voti, dimostrando di essere capace quanto i suoi colleghi maschi, improvvisamente i corteggiatori svanirono.
Si era appena laureata. quando Yurij Gagarin volò per la prima volta nello spazio, e subito decise di dedicarsi all’aeronautica spaziale. Divenne docente del corso di meccanica orbitale e poi direttrice del dipartimento di Ingegneria Aerospaziale. Collaborò con l’Agenzia Europea nella missione Giotto, con cui si riuscì a passare vicini alla cometa di Halley a una velocità di 245.000 km/h. Si occupò poi della missione Rosetta, lanciata nel 2004, che aveva come obiettivo la lontana e irregolare 67P/Churyumov-Gerasimenko, una cometa della famiglia di Giove, per studiarla da vicino.

Il Sistema Solare
Altro obiettivo lo studio di quei corpi celesti che sono considerati tra i “fossili” più antichi del Sistema Solare, capaci di conservare tracce delle sue origini. Nel 2014 la sonda entrò in orbita attorno alla cometa e rilasciò il piccolo lander Philae sulla sua superficie: per la prima volta un veicolo umano atterrava su una cometa. I dati raccolti sono serviti a capire la composizione di questi oggetti e il loro possibile ruolo nel portare acqua e molecole organiche sulla Terra.
Amalia è stata, per alcuni anni, membro del Consiglio di Amministrazione del Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci, nonché membro esperto dell’Human Spaceflights Vision Group (HSVG) dell’ESA per i voli spaziali con equipaggio.
Amalia continua a collaborare con il Politecnico di Milano anche dopo il ritiro dall’insegnamento, studiando la possibilità di atterraggio di un equipaggio umano su Marte e di realizzare un orto botanico sulla Luna. La sua competenza nelle missioni spaziali la porta a partecipare a varie commissioni strategiche e a comitati tecnici -scientifici a livello mondiale. È delegata italiana a Horizon 2020, il programma dell’Unione europea per la ricerca e l’innovazione.

La Luna
Attualmente è membro del consiglio tecnico-scientifico dell’ASI e dell’Exploration Program Advisory Committee dell’ESA per l’esplorazione di Marte, nonché del Lunar Lander Science Definition Team sempre dell’ESA.
È inoltre consigliera dell’Associazione italiana di aeronautica e astronautica e membro di numerose associazioni scientifiche nazionali ed internazionali tra cui l’American Astronautical Society, la British Interplanetary Society e l’International Academy of Astronautics. È direttrice del Dipartimento di Ingegneria Aerospaziale e Presidentessa del Comitato per le pari opportunità. Argomento quest’ultimo che, come donna di successo in una disciplina tradizionalmente maschile, le sta a cuore. Con la figlia Elvina, che condivide le idee della madre e che si è laureata al Politecnico di Milano, Amalia Ercoli-Finzi ha scritto il libro Sei un universo, che è un incitamento a tutte le ragazze a seguire i propri sogni anche se sembrano impossibili soprattutto se «non è roba da femmine».
Dal gennaio del 2023 Amalia Ercoli Finzi è nel cast fisso del programma televisivo Splendida Cornice, condotto da Geppi Cucciari su Rai 3, dove risponde alle domande del pubblico sulle missioni spaziali e sull’astronomia. La trasmissione del 20/11/2025 è stata piacevole e assai interessante per la presenza di un’ospite che ha vissuto in prima persona l’esperienza del volo spaziale: l’astronauta italiana Samantha Cristoforetti.
Cattolica e praticante, Amalia è sposata con Filiberto Finzi, figlio dell’ex rettore del Politecnico e ha cinque figli e sei nipoti. È una delle personalità più importanti a livello mondiale nel campo delle scienze aerospaziali.
