
Un gruppo di ragazzi nel centro di Roma
Quasi tutti gli analisti e commentatori hanno capito che una gran parte della bocciatura del referendum sulla giustizia è dipesa dal voto giovanile. Chi se lo aspettava? Questi giovani avevano letto attentamente la proposta di modifica della Costituzione sopposta al referendum? Quasi certamente no, ma un Referendum, come oggi dicono tutti, è una interrogazione che riguarda tutta la politica di un paese, quella che si deve alle maggioranze che governano.
I giovani hanno bocciato la riforma costituzionale, non perché fossero particolarmente affezionati, come molti italiani, a una delle Costituzioni più belle e complete del mondo, ma perché hanno voluto contestare non tanto un governo di destra, quanto una concezione vecchia e superata di una visione politica di retroguardia. Ai giovani che spesso frequento, nelle scuole e nelle università, non piace che si combatta l’aborto, una delle conquiste più grandi della libertà delle donne. Le generazioni di adesso, e in particolare la generazione Z, sono particolarmente sensibili al mutamento climatico e alla distruzione dell’ambiente provocata da un consumismo insensato, che ci obbliga a mangiare prodotti sempre più artefatti: vogliono tornare a consumare i prodotti della terra e si ribellano al trattamento industriale degli animali, considerati soltanto come cose, invece che come compagni della vita universale dell’uomo.
Il nostro governo, come quello di molti altri paesi, non riesce a prendere una posizione dura contro guerre che sono soprattutto un massacro di innocenti, donne e bambini, perché i potenti non vanno a combattere con il mitra sulla spalla, e continuano a guadagnare dalle armi e dalla guerra, ma anche dalle ricostruzioni che saranno sempre un affare per loro.
Però tra complessi giri di parole, politici, giornalisti, esperti e commentatori non dicono mai con chiarezza che i colpevoli di questi disastri hanno un nome e cognome: Donald Trump, Benjamin Netanyahu e Vladimir Putin. Non solo i massacri, ma la distruzione dell’ambiente, la crisi economica e dei prodotti energetici sono una chiara e diretta responsabilità di questi tre personaggi, che, non a caso, sono odiati dalla gran parte dei giovani.

Emmanuel Todd
La sinistra americana come quelle di molti altri paesi democratici, sono apparse intorpidite e incapaci di rispondere con adeguata durezza, incluse quelle della nostra Europa. In realtà i partiti tradizionali del nostro mondo democratico si dimostrano sempre più incapaci di comprendere e affrontare le sfide, soprattutto quelle dei cambiamenti epocali provocati dalle nuove tecnologie di Internet, e dalla intelligenza artificiale.
Questo mondo giovanile, inclusi tutti i cittadini che non vanno più a votare, mostra l’inconsistenza della politica tradizionale e dei suoi rappresentanti. Hanno bisogno di nuove visioni, di nuovi valori e di leader che sappiano combattere per farli valere. Emmanuel Todd, nel suo stupendo saggio La disfatta dell’Occidente ci spiega, meglio di ogni altro studioso, la decadenza del mondo occidentale e il suo terribile percorso verso il nichilismo. Però alla fine, quando ci siamo intristiti e sconfortati, ci ripropone la speranza che questo mondo sappia ricostruirsi, come le democrazie hanno spesso fatto, anche se con lunghi periodi di confusione e incapacità di assumere rapide decisioni.
Pandora aveva aperto il famoso vaso, liberando tutti i mali del mondo, ma in fondo ci aveva trovato anche la speranza, quella che dovremmo coltivare e sostenere nei nostri giovani, per evitare un disastro prossimo futuro, del quale, purtroppo, si vedono tutti i segnali.
