A meno di 42 anni, Mark Zuckerberg è uno dei cinque uomini più ricchi del pianeta. È presidente, amministratore delegato e azionista di controllo di Facebook, la piattaforma social più usata del mondo: un successo enorme che dura da più di 20 anni. Ma non tutti sanno che il fondatore di Facebook ha messo insieme anche una lunga serie di fallimenti. Progetti visionari che hanno richiesto investimenti enormi e poi sono stati accolti con scarso interesse dal pubblico.

Mark Zuckerberg
L’ultimo della serie è stato anche il più costoso di tutti. Si tratta del Metaverso, un sistema progettato come un “Internet immersivo” in cui vivere, lavorare e socializzare tramite avatar in mondi virtuali. Dopo aver speso 140 miliardi di dollari, perdendone almeno la metà, la società ha comunicato che dal prossimo 15 giugno i costosi e ingombranti visori per l’accesso al mondo virtuale verranno smantellati. Gli utenti attivi erano infatti troppo pochi per poter continuare.
L’elenco degli ambiziosi progetti messi a punto da Zuckerberg da una decina d’anni a questa parte per andare oltre Facebook, è comunque illuminante. Il primo grande fallimento strategico si chiama Internet.org. Viene lanciato ad agosto del 2013. Come suggerisce il nome, si tratta di un “Internet gratuito” destinato ai Paesi in via di sviluppo. Il problema è che era stato progettato per funzionare tramite una app con accesso limitato a pochi siti approvati da Facebook. Accusato di violazione della neutralità della Rete, Internet.org è stato percepito come un tentativo di controllare l’accesso al web nei Paesi poveri ed è finito presto nel dimenticatoio.
Sempre nel 2013 è stata la volta di HTC First, il cellulare di Facebook. Un telefono Android personalizzato dal social network. Vendite disastrose e ritiro dal mercato dopo pochi mesi.
Il 2019 vede la nascita di Libra, la criptovaluta di Facebook che doveva rivoluzionare i pagamenti globali. Dopo aver suscitato una durissima opposizione da parte di governi e banche centrali il progetto viene smantellato nel 2022. Che poi è anche l’anno in cui Zuckerberg chiude la linea consumer di Portal, il dispositivo per le chiamate domestiche lanciato nel 2018 con grandi promesse e vendite bassissime.

Insegna stradale della sede di Facebook
E adesso? Adesso, fallito il sogno del Metaverso progetto su cui Zucherberg aveva scommesso forte, al punto da cambiare nome alla società madre, ribattezzata non a caso Meta, ha bisogno di concentrarsi sul core business, cioè sulla sua piattaforma social. Ma Facebook, che è tuttora il maggior social network globale, adesso è insidiato da TikTok e dalla concorrenza. Il tallone d’Achille è l’anagrafe. Infatti Facebook oggi viene visto dai giovanissimi come il social dei genitori e dei nonni e quindi rischia di finire fuori moda. Allora Zuckerberg ha deciso di mettere mano al portafogli. E ha lanciato il cosiddetto Creator Fast Track (percorso rapido per i creator). Che poi è un fisso garantito per tre mesi agli autori più seguiti sulle piattaforme della concorrenza. Mille dollari al mese a chi ha più di 100 mila follower su TikTok, YouTube oppure Instagram.
Se questo è il quadro, resta da capire come sia stato possibile tutto ciò: dai flop dei grandi progetti tecnologici all’invecchiamento di Facebook. C’è un libro che aiuta a capire: è Careless people (Gente che se ne frega) scritto da un’ex dirigente di Facebook, la neozelandese Sarah Winn-Williams. Uscito in Italia a ottobre dell’anno scorso è una testimonianza dall’interno sul funzionamento di Facebook e sulle dinamiche di potere tra Mark Zuckerberg e i vertici dell’azienda.
Ovviamente Sarah Williams non è la prima “gola profonda” di Facebook. È però la prima ad aver fatto parte dell’inner circle: una persona che sul jet privato di Mark Zuckerberg gli sedeva a fianco e si confrontava quotidianamente con i pesi massimi del social network. «Ero tra i massimi dirigenti dell’azienda – racconta nella presentazione –, ma alla fine, lavorando alle politiche globali dell’azienda sembrava di guardare un gruppo di quattordicenni, a cui sono stati dati dei superpoteri e una quantità spropositata di denaro, andare in giro per il mondo per capire cosa possono comprare e ottenere con quel potere…».
