Portogallo a pezzi
si aggrappa a Seguro

Fragilità del Portogallo, Antonio Seguro

Antonio Seguro

In carica dal 9 marzo come sesto Presidente del Portogallo, Antonio Seguro trova un Paese a pezzi. Letteralmente a pezzi, perché il 28 gennaio è stato investito dalla peggiore bufera degli ultimi anni. Una depressione chiamata Kristin che per più d’una settimana ha devastato le aree del Centro continentale con raffiche di vento oltre i 200 chilometri orari accompagnate da piogge torrenziali.
E così, l’8 febbraio, giorno del secondo turno delle presidenziali vinte da Seguro con un autentico plebiscito, era ormai chiaro che alla fine Kristin avrebbe lasciato dietro di sé una lunga scia di distruzione soprattutto: da Leiria a Coimbra, da Fatima a Portalegre. Con frane, crolli, tetti scoperchiati, allagamenti, paesi con centinaia di famiglie sfollate e intere aree per giorni senza acqua, luce e collegamenti.

Per tornare alla normalità, serviranno alcuni mesi e parecchi milioni di euro, ma una stima esatta dei danni non è ancora possibile, a causa di costi indotti difficili da quantificare. Come i fondi pubblici necessari per rimuovere e smaltire i milioni di alberi abbattuti che giacciono sul suolo e quest’estate rischiano di andare a fuoco.

Luis Montenegro

Oltre a provocare enormi danni infrastrutturali, Kristin ha poi messo a nudo tutta la fragilità del Portogallo. Paese con un territorio vulnerabile, scarsa manutenzione dell’ambiente, una Protezione civile inadeguata e uno Stato incapace di affrontare un’emergenza o una calamità in modo rapido ed efficace.
Tutto questo succede in attesa del terremoto politico annunciato dall’elezione di un Presidente come Antonio Seguro, catapultato a Belem a furor di popolo dopo essersi autocandidato come uomo “senza vincoli di partito”. Ma questo ha anche segnato la morte del bipartitismo PS-PSD, che per mezzo secolo ha dominato il Portogallo.
Intatti socialisti e socialdemocratici saranno costretti adesso a fare i conti con un Capo dello Stato fuori dal loro controllo. Un ex signor nessuno che meno di un anno fa si era presentato come indipendente senza aver ottenuto nemmeno un tacito via libera del PS, di cui pure era stato segretario fino al 2014. E siamo all’anno in cui, Antonio Seguro sconfitto dall’allora sindaco di Lisbona Antonio Costa alle primarie interne del Partito Socialista, decise di uscire di scena dimettendosi da tutti gli incarichi politici (compreso quello di deputato).

Undici anni dopo, novello Conte di Montecristo, eccolo tornare come Capo dello Stato e promettere ai portoghesi che manterrà le “mani libere” e non si farà “catturare” da quel potere partitocratico che quindici anni fa lo ha spinto fuori dalla vita politica.
Ed ecco allora, proprio all’immediata vigilia dell’insediamento del nuovo Presidente della Repubblica, le prime avvisaglie della tempesta politica in arrivo sui vertici dei due maggiori partiti del Paese: PSD e PS. Chi al momento sembra in maggior difficoltà è il premier socialdemocratico Luis Montenegro.

Ursula von der Leyen e Antonio Costa

Finito nel mirino dei sindaci per i ritardi con cui il governo ha risposto ai cittadini colpiti dalla bufera, adesso è criticato anche dentro il suo Partito. Intanto l’ex premier Passos Coelho, anche lui fuori dalla politica attiva da un decennio, mostra di voler tornare alla guida del PSD. E a fine febbraio, dopo aver accusato Montenegro di “scarsa determinazione” ha presentato un suo “programma di riforme per far crescere il Portogallo”.
Stesso clima in casa socialista. Qui il tiro a segno è per il mite segretario in carica, José Luis Carneiro, accusato di essere troppo prudente con il governo e poco incisivo come leader d’opposizione. Carneiro rischia di saltare alle prossime elezioni per la segreteria PS. Primarie già fissate per il 27 e 28 giugno con candidature che devono essere presentate entro il 12 giugno. Come stabilito dal regolamento interno.
Anche per il PS si prospetta ormai un cambio profondo. Come dice qualche osservatore malizioso, siamo al definitivo tramonto del “costismo”, ossia del decennio dominato da Antonio Costa, che poi è riuscito a scalare il vertice dell’Ue ma ha lasciato allo sbando il suo Partito.
La malizia sulle primarie interne del PS che a giugno potrebbero segnare la sconfitta di Carneiro e quindi la definitiva fine del “costismo” sta nel tacito accostamento ad Antonio Seguro e alla fine della sua carriera nel PS. Il nuovo Presidente della Repubblica, a cui adesso si aggrappa la stragrande maggioranza dei portoghesi, fu infatti costretto a dimettersi da segretario socialista dopo aver perduto le primarie interne del Partito socialista a favore di Antonio Costa… Era il 28 settembre 2014.