Boom in Italia
delle aziende russe

Ricorrenti le polemiche relative a Partiti, movimenti, politici, personaggi pubblici filo-putiniani per interesse o per convinzione ideologica; i nomi sono noti, i comportamenti palesi, a volte perfino rivendicati con orgoglio.

imprese controllate da soggetti russi, Vladimir Putin

Vladimir Putin

Poi c’è un aspetto meno noto, dibattuto. Se ne può forse intuire la ragione. Un dato che dovrebbe inquietare, preoccupare. Inquieta, preoccupa comunque l’apparente indifferenza con cui è accolto. Secondo un recentissimo rapporto di Moody’s, una società privata che esegue ricerche finanziarie e analisi sulle attività di imprese commerciali e statali, si assiste a un impressionante crescita di imprese controllate da soggetti russi in Italia: in soli sei mesi il numero di queste imprese è aumentato del 75 per cento: da 2.564 a 4.497. Questo balzo, evidenziato a seguito dei controlli del dodicesimo pacchetto di sanzioni predisposto dall’Unione Europea, posiziona l’Italia al terzo posto nell’UE per presenza societaria russa, in particolare nei settori del turismo, immobiliare e manifattura. Una situazione monitorata sia da Bruxelles che da Washington, preoccupate per la sicurezza del sistema italiano.

imprese controllate da soggetti russi, Vertice informale Ue sull'Ucraina

Vertice informale Ue sull’Ucraina

Secondo Moody’s in Europa le società di questo tipo sono circa 46mila, che operano, principalmente, nei settori immobiliare e di riparazione di auto, ma ci sono anche servizi finanziari ed assicurazioni con quasi 2.000 società attive. Un quarto di queste società, undicimila, si concentrano in Repubblica Ceca e in Bulgaria; quasi quattromila operano in Germania; poco più di tremila in Lettonia e Cipro. L’Italia si trovava, fino a sei mesi fa in sesta posizione. Ora abbiamo guadagnato tre posizioni.
Per restare in tema, un libro di qualche anno fa che però non ha perso nulla della sua attualità: Gli uomini di Putin. Come il KGB si è ripreso la Russia sta conquistando l’Occidente, pubblicato da “La Nave di Teseo”. Lo ha scritto Catherine Belton, una giornalista inglese corrispondente da Mosca per il Financial Times dal 2007 al 2013.

Catherine Belton

Si racconta delle interferenze nelle elezioni americane, del sostegno alle forze populiste in Italia e in Europa, della guerra in Ucraina.
Si racconta la storia segreta dell’ascesa al potere di Vladimir Putin e del ristretto gruppo di ex agenti del KGB che lo circonda: studiando i meccanismi nascosti del Cremlino, Belton ha scovato i personaggi chiave che hanno consentito a Putin di imporre una generazione di fedeli oligarchi che hanno rovesciato l’economia e le leggi del loro paese e ampliato l’influenza internazionale. Si racconta di come Putin e i suoi alleati hanno confiscato aziende private, soppresso le voci dissidenti, abolito i confini tra criminalità organizzata e potere politico, dato impulso a operazioni segrete per influenzare i governi stranieri. Da Mosca a Londra, dall’Italia all’America di Trump, l’inchiesta di Belton evidenzia contatti, pressioni, i fondi neri mascherati da accordi commerciali, rintraccia i beneficiari di Putin e i suoi interlocutori, documenta come i progetti per la nuova Russia si siano estesi con conseguenze ormai sul mondo intero.