Giannetti: “Stava
per scomparire
la Croce di Tor Vergata”

Croce di Tor Vergata, "Il monumento per il Giubileo", il libro di Gino Giannetti

“Il monumento per il Giubileo”, il libro di Gino Giannetti

Giovanni Paolo II era molto legato al Giubileo del 2000 e alla gigantesca Croce di Tor Vergata. Il 19 agosto del 2000 disse agli oltre due milioni di giovani cattolici di tutto il mondo accorsi a Tor Vergata: «Roma ricorderà a lungo questo chiasso e non lo dimenticherà più».

Così è stato. L’invasione di giovani si è ripetuta nel Giubileo del 2025 con papa Leone XIV, ma nella enorme spianata di Tor Vergata alla periferia di Roma hanno rischiato di non trovare più la Croce alta quasi 40 metri. «Stava per scomparire la Croce di Tor Vergata assieme a tutti gli altri allestimenti del 2000», dice Gino Giannetti, scultore, 74 anni, allievo di Pericle Fazzini, artista con un lungo elenco di apprezzate opere d’arte alle spalle.
Il vostro cronista stava per perdersi questa storia. Il suo cellulare squilla per cinque volte inutilmente perché la chiamata è da un numero sconosciuto e teme la solita telefonata molesta. Alla fine risponde, saluta il vecchio amico Gino, domanda chiarimenti. Le spiegazioni arrivano: «Sì, la Croce stava per scomparire. Poi, grazie a un referendum dell’Università di Tor Vergata, passò la decisione di una rielaborazione. E venni chiamato io…».

Il papa Benedetto XVI e Gino Giannetti

Cos’è che non andava? «La Croce in acciaio alta quasi 40 metri su un basamento di cemento armato aveva un senso quando sul palco c’era il papa a parlare. Ma da sola, in quell’immensa landa a Tor Vergata non aveva senso, serviva un monumento». E tu hai ideato, progettato, eseguito il monumento tra il 2005 e il 2011. Come? «Ho fatto un rivestimento in bronzo martellato, così la Croce durante il giorno prende mille colori diversi con la luce del sole. Poi ho posto un basamento in travertino e ho aggiunto dei bassorilievi in bronzo che raffigurano Giovanni Paolo II benedicente e i simboli del suo pontificato, i quattro Evangelisti e lo stemma dell’Ateneo, accompagnato dall’iscrizione «Novo Ineunte Millennio Apud Turrim Virgatam» (All’inizio del nuovo millennio presso Tor Vergata). Così nacque il Monumento al bimillenario cristiano a Tor Vergata.

La proposta di Giannetti ha la benedizione di due papi. Il pontefice polacco Karol Józef Wojtyła approvò il progetto in un incontro con lo scultore a San Pietro e il papa tedesco Joseph Aloisius Ratzinger fece altrettanto in una riunione nel suo studio in Vaticano. 

Gino Giannetti nel suo studio di scultore

Erano soddisfatti? «Sì!», risponde Giannetti. Ricorda un particolare. Uscendo padre Georg Gänswein, il segretario privato di Papa Benedetto XVI, gli rivelò: «Lei come artista è nel cuore del papa». Del resto lo scultore, nome di fama internazionale, era conosciuto anche in Vaticano: aveva costruito la porta di bronzo per accedere da piazza Risorgimento a Roma, attraverso le Mura di Michelangelo, nella città dei papi. E aveva anche lavorato nella chiesa di San Giovanni dei Fiorentini, sempre nella capitale, nella quale avevano operato secoli prima geni come Michelangelo, Bernini, Borromini, Fuga.
Sulla rivisitazione della Croce di Tor Vergata è uscito anche un libro di Gino Giannetti: Il monumento per il Giubileo, De Luca Editore D’Arte. Il volume, realizzato grazie al contributo dell’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e della Fondazione Pericle Fazzini, sarà presentato a Roma il 28 gennaio alle ore 17,30 a Palazzo Firenze, piazza Firenze n.27.
Qual è il lavoro che ti ha dato più soddisfazione? Lo scultore e pittore risponde guardando al futuro: «È l’opera alla quale lavoro o a cui mi dedicherò successivamente».