
Donald Trump nella Casa Bianca
Questione Groenlandia. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump dice che in un modo o nell’altro intende impadronirsi di quel territorio. Vuole la Groenlandia per tutelare quelli che ritiene siano gli interessi vitali degli Stati Uniti. Da tempo immemorabile c’è un trattato che prevede una presenza militare illimitata di soldati statunitensi. La Groenlandia inoltre è associata alla Danimarca, paese membro della NATO… C’è bisogno di farne un cinquantunesimo stato dell’Unione o un protettorato modello Portorico, per tutelare gli interessi di Washington? Ribattono che l’Artico è luogo strategico, dove si confrontano Russia e Cina. Ma la Groenlandia è comunque già sotto il controllo dell’Occidente.
Regge poco la storia delle “terre rare”. A parte che sono sepolte da tonnellate di ghiaccio, estrarle è più oneroso dell’eventuale guadagno. Siamo dunque nel campo del “delirio di potenza”, contro la quale non c’è ragione che tenga? Eppure, al pari della follia in cui il Polonio shakespeariano ravvisa del “metodo”, anche in questo “delirio” se ne può ravvisare.

Navi in Groenlandia
Si parla infatti delle nuove rotte che si creeranno in quella parte di mondo, grazie allo scioglimento progressivo degli enormi ghiacciai artici. Rotte che farebbero risparmiare, rispetto alle attuali, e quindi guadagnare. Qui sconcerta la “leggerezza” di questa annunciata corsa ad accaparrarsi queste rotte.
Non la saccente e antipatica Greta Thumberg a dirlo; sono centinaia di scienziati, esperti, ricercatori a metterci in guardia: lo scioglimento dei ghiacci della Groenlandia, e più in generale della calotta artica, comporta un globale innalzamento del livello del mare: una minaccia alle zone costiere, un’alterazione delle correnti oceaniche, e un impatto significativo sugli ecosistemi. Il livello del mare potrebbe salire di oltre 7 metri, ma già entro il 2100 si prevedono aumenti di decine di centimetri. Conseguenze principali: l’acqua dolce fusa contribuisce direttamente all’aumento del livello degli oceani, aumentando l’erosione costiera e il rischio di inondazioni. L’immissione di acqua dolce cambia la salinità e può indebolire le correnti oceaniche, come la Corrente del Golfo, che regola il clima dell’emisfero settentrionale. L’alterazione degli habitat marini e terrestri minaccia la biodiversità, con effetti che vanno oltre l’Artico. La fusione accelerata dei ghiacci può contribuire a eventi meteorologici più intensi, come uragani e tempeste costiere. L’innalzamento del livello del mare, conseguenza diretta della fusione della calotta, minaccia milioni di persone che vivono nelle città costiere e nelle isole basse.

La Groenlandia
Esistono autorevoli studi scientifici che documentano come svariati miliardi di tonnellate di calotta glaciale della Groenlandia si sono sciolti nell’ultimo decennio, hanno alzato il livello degli oceani di un centimetro e stanno aumentando i rischi di alluvioni in tutto il mondo.
Purtroppo, negli ultimi 40 anni gli eventi durante i quali si è avuta una fusione estremamente veloce di alcuni ghiacciai sono notevolmente aumentati di frequenza. Il deflusso dell’acqua di fusione della Groenlandia è aumentato del 21% negli ultimi quattro decenni. Le ricerche mostrano che nell’ultimo decennio un terzo del ghiaccio è stato perso in sole due estati particolarmente calde, 2012 e 2019. Le stime dicono che la calotta glaciale della Groenlandia contribuirà tra i 3 e i 23 centimetri all’innalzamento del livello del mare globale entro il 2100.
Trump da sempre è disinteressato ai problemi e alle tematiche ambientali e si comporta di conseguenza, la sua coscienza, al riguardo, non gli dice nulla. Ma noi che non siamo Trump? Consideriamo ineluttabile, inevitabile questo processo di devastazione ambientale, e l’unica nostra attenzione è concentrata sul fatto che in quella parte di mondo, con più agio, potranno transitare navi e sottomarini americani, russi, cinesi o di qualsivoglia altra bandiera? Più che ad accaparraci nuove rotte commerciali dovremmo prestare attenzione e preoccuparci delle conseguenze e gli sconvolgimenti che lo scioglimento dell’Artico e della Groenlandia comporta. O no?
