L’universo si formò
in tre minuti

Nell’universo primordiale gli unici elementi presenti erano idrogeno, elio e tracce di litio, che si sono formati nei primi tre minuti. Se tale formazione fosse durata anche solo 10 minuti, l’Universo si sarebbe riempito di elementi pesanti; quasi tutto l’idrogeno sarebbe scomparso e la nascita delle stelle, galassie e la vita stessa sarebbero state impossibili.

Universo, Cielo stellato

Cielo stellato

Questi primi elementi non avrebbero subito modificazioni per migliaia di anni e le prime gigantesche stelle nacquero da questo mare di idrogeno ed elio e, prima ancora che si aggregassero in galassie, erano centinaia di volte più massicce del Sole. Nei loro caldissimi nuclei i processi di fusione cominciarono a generare tutti gli elementi fino al ferro. Però tali processi richiedono più energia di quanta ne possono produrre: la stella collassa e poi esplode come una supernova. Nella breve fase di supernova si produssero tutti gli elementi della tavola periodica più pesanti del ferro così, dall’esplosione di milioni di antiche stelle molto più massicce del Sole, si formarono zinco, argento, oro, platino, iridio, uranio, e molti altri. Silicio e ferro furono elementi fondamentali per creare un pianeta roccioso sul quale potesse nascere la vita. Ogni atomo del nostro corpo, quindi, ad esclusione dell’idrogeno, è stato creato nel nucleo di qualche stella.

Universo, Il Sole tramonta sul mare

Il Sole tramonta sul mare

Questa è la cosiddetta teoria del Big Bang, secondo cui il nostro universo avrebbe avuto origine circa 13,8 miliardi di anni fa da uno stato estremamente caldo e denso, per poi espandersi come sopra descritto. Tale teoria è stata accreditata presso la comunità scientifica nel corso dello scorso secolo, mentre fino alla metà del Novecento si pensava ad un cosmo immutabile nello spazio e nel tempo. A favore di questa teoria furono l’osservazione dell’espansione dell’universo, grazie alle misurazioni raccolte dall’astronomo Edwin Hubble negli anni venti, e la scoperta della radiazione cosmica di fondo: sarebbe l’eco del Big Bang che tuttora attraversa l’intero universo.

Fu osservata per la prima volta in modo accidentale nel 1965 dai radioastronomi Arno Penzias e Robert Wilson. Importante anche il lavoro del fisico George Gamow, che nell’immediato dopoguerra fornì le basi teoriche a questa teoria e previde la radiazione di fondo. Osservazioni cosmologiche recenti provenienti da diverse sonde spaziali (tra cui il satellite Planck dell’Agenzia Spaziale Europea) hanno permesso di precisare la distribuzione della radiazione cosmica di fondo.

La Luna sul mare in tempesta

Fin dai tempi più antichi l’uomo ha guardato al cielo e, osservando fatti naturali come il succedersi del giorno e della notte, le lunazioni ed il ciclo delle stagioni, cominciò a computare il tempo gettando le basi per l’odierna Astronomia. Caldei, Maya, Egiziani, Fenici, Cinesi ed altri hanno lasciato tracce delle loro esperienze astronomiche. Nei popoli primitivi in diverse regioni della Terra si trovano calendari con giorni e mesi lunari, definiti dall’intervallo di due noviluni o due pleniluni. Oltre al computo del tempo, anche il problema dell’orientamento era di loro interesse conoscendo i moti del Sole e la posizione delle Stelle. Il punto cardinale Est era ritenuto da molti sacro proprio per il fatto che da quella direzione sorge il Sole. Molti templi e molte chiese sono orientati lungo la direzione Est-Ovest.
Nell’antichità i miti della creazione (o miti cosmogonici) descrivono la nascita e la creazione dell’universo e dei suoi abitanti. Il termine cosmogonia deriva dall’unione di due vocaboli greci: κόσμος (kosmos) “mondo” e γονή (genesis) e fanno riferimento all’ordine dell’universo e al processo del nascere. Questi miti, presenti in quasi tutte le culture tradizionali, rappresentano uno spazio e un tempo religiosi e immaginari, antecedenti all’universo in cui abitano gli uomini. In queste antiche culture i loro miti di creazione erano creduti veritieri. Secondo il Cristianesimo Dio è il creatore dell’Universo e della vita e, per alcuni religiosi di scienza, è stato Dio a provocare il Big Bang.
Oggi i progressi dell’Astronomia sembrano confermare come noi siamo figli delle stelle e Alan Sorrenti canta: «…Noi siamo figli delle stelle/ figli della notte che ci gira intorno. Noi siamo figli delle stelle,/ non ci fermeremo mai per niente al mondo./ noi siamo figli delle stelle,/ senza storia senza età eroi di un sogno…».