Grazie a Eglantyne Jebb
fondatrice di
“Save the Children”

In questi anni si assiste inerti e sconcertati agli orrori perpetuati in tante zone di guerra, dove i primi a soffrire e a morire sono i bambini. Tra le associazioni umanitarie che si occupano soprattutto di tutelarli c’è Save the Children che, non solo interviene nei casi di emergenza, come oggi a Gaza, ma si propone di preparare un futuro per loro.

Save the Children, Eglantyne Jebb

Eglantyne Jebb

La fondatrice di Save the Children è un’attivista britannica dell’Ottocento: Eglantyne Jebb, nata ad Ellesmere nel 1876 e morta a Ginevra nel 1928.
Dopo aver studiato ad Oxford, durante la Grande Guerra si arruolò nella Croce Rossa e, tra i disastri causati dal conflitto, fu colpita dal grave stato di nutrizione dei bambini e decise di agire. Insieme alla sorella Dorothy aderì al Fight the Family Council con l’intento di coinvolgere quell’organizzazione benefica per porre fine al blocco navale contro Germania ed Austria e far giungere in quei paesi, stremati dalla fame, beni di prima necessità. Ci furono vari comizi e manifestazioni finché il blocco fu tolto e cominciarono ad arrivare gli aiuti.
Dopo il conflitto, organizzò una campagna di volantini con l’immagine di due bimbi malnutriti per denunciare la loro malnutrizione. Fu arrestata per propaganda illegale e in Tribunale ebbe a dire: «Se salvare un bambino è un crimine, accetto la colpa». Fu condannata ad una multa che lo stesso giudice pagò per lei.

Bambini affamati dopo la Prima guerra mondiale

Il 19 maggio 1919, insieme alla sorella Dorothy, Eglantyne fondò Save the Children per combattere la fame nel mondo e, in pochi anni, la sua rete nutrì migliaia di bambini in Austria, Germania, Francia, Ungheria, Grecia.
Nel 1923 scrisse a mano cinque semplici righe:
«Il bambino ha diritto al cibo.
Alle cure.
Alla protezione.
Alla libertà da ogni sfruttamento.
Alla solidarietà del mondo».
Quelle righe ispirarono la Dichiarazione di Ginevra del 1924, adottata dalla Società delle Nazioni e nel 1989 la Carta dei Diritti dell’Infanzia delle Nazioni Unite.
Eglantyne Jebb morì nel 1928, a soli 52 anni e la sua vita è stata eccezionale non solo per il suo spirito umanitario ma per il suo coraggio e la sua determinazione.
Come lei tante donne in tutto il mondo hanno lavorato e lavorano nelle organizzazioni umanitarie, o a fianco di esse, nella lotta contro la fame, le malattie, l’ignoranza, le distruzioni delle guerre… a loro va tutto il nostro rispetto e la nostra riconoscenza, a loro e a tutti quelli accomunati in questa lotta senza fine.