
Ornella Vanoni
Si sono appena svolti i funerali di una grande interprete della canzone italiana, Ornella Vanoni, che rimarrà nel cuore di tanti per le sue interpretazioni di brani come Ma mi, Le mantellate, Che cosa c’è, Domani è un altro giorno, Una ragione di più…
Migliaia di persone le hanno reso omaggio nella camera ardente allestita al Piccolo Teatro Grassi, a Milano, poi il funerale si è svolto nella Chiesa di San Marco.
Qui l’amico Paolo Fresu ha suonato alcune note di Senza fine e L’appuntamento camminando dal fondo della navata fino alla bara su cui ha posato una mano.

Giorgio Strehler
La loro amicizia era nata negli anni Novanta al Tangram di Milano quando Fresu era un trombettista jazz ancora sconosciuto. Il musicista ha raccontato: «Nel maggio del 2020, davanti alla stessa scuola di mio figlio, mi chiese al telefono di suonare al suo funerale. In quella luminosa mattina si è saldata ancora di più la nostra amicizia fino a quando, poco tempo fa, mi ha chiesto di essere accompagnata per mano al conferimento della Laurea Honoris Causa…Ornella ha volato tutta la sua vita. A volte bruciandosi le ali ma sempre rialzandosi e librandosi sempre più in alto. Esattamente come noi facciamo tutte le volte che ascoltiamo la sua voce meravigliosa e inconfondibile».
Il giorno dopo la sua scomparsa a Roma, durante la manifestazione indetta da Non una di meno, il corteo si è fermato in via Merulana. Dopo un lungo silenzio le persone sedute a terra hanno acceso candele e accendini, illuminando la strada. E hanno cantato La voglia, la pazzia, in omaggio ad Ornella Vanoni. La cantante infatti è stata un’accesa femminista, libera da convenzioni: «Sono una donna libera», ebbe a dire. E Caterina Caselli l’ha confermato durante il funerale: «Era una donna libera. Aveva il coraggio di cambiare. Era molto interessata e curiosa di sperimentare. Però sapeva scegliere sempre l’arte e la bellezza».

Ornella Vanoni
E dimostrò questa sua indipendenza già agli inizi della sua carriera quando entrò nel Piccolo Teatro e lei, in un periodo in cui lo spettacolo era imperniato su figure maschili, mantenne la sua autonomia senza cedere a compromessi anche nella sua relazione intensa e complessa con Strehler. La stessa libertà e autonomia mostrate nel difficile rapporto con Gino Paoli. Si erano conosciuti nel 1960, quando lavoravano per la casa discografica Ricordi. Lei milanese dalla voce raffinata e inconfondibile; lui genovese noto cantautore italiano: tra loro ci fu subito un’intesa artistica e amorosa. Gino Paoli era sposato con Anna Fabbri e, durante la loro relazione “clandestina”, Ornella sposò l’impresario teatrale Lucio Ardenzi, da cui ha avuto il suo unico figlio Cristiano. Poi ci fu il tentativo di suicidio del cantante, che lui dichiarò non essere legato a delusioni d’amore. Ornella lo andò a trovare più volte in ospedale. Quando la moglie del cantante le chiese di farsi da parte, lei se ne andò ma non lo lasciò: rimase infatti tra loro un rapporto di profonda amicizia.
Alla fine degli anni Settanta la Vanoni posò nuda per Playboy, non per provocazione ma per mostrare la consapevolezza del proprio corpo.

Gino Paoli e Ornella Vanoni
La voce della Vanoni, così vellutata e inconfondibile, è diventata anche un simbolo di come vivere la femminilità. Le sue interpretazioni di brani come La voglia, La pazzia, L’incoscienza, L’allegria e Una ragione di più hanno messo in luce sentimenti comuni a tante donne: dubbi, desideri, fantasie…
Negli ultimi anni la Vanoni aveva conquistato una nuova popolarità. Sapeva raccontarsi con libertà e auto-ironia anche quando parlava dei suoi mali e della morte. E aveva conquistato anche un pubblico più giovane per la sua spontaneità e per il suo cuore ancora giovane.
Era diventata amica di Marco Travaglio che in un suo editoriale ricorda le telefonate della cantante per sapere cosa avrebbe scritto sul suo giornale e per commentare le notizie con la curiosità e l’ironia che la distingueva. La stessa ironia, la stessa curiosità mostrate nei suoi concerti e che il pubblico televisivo ha saputo apprezzare durante la sua presenza alla trasmissione di Fabio Fazio.
«Ad artisti così grandi si può soltanto dire grazie.
Grazie per tutto ciò che ci hanno donato, per le emozioni che hanno saputo accendere, per l’arte che hanno condiviso con una generosità rara.
E quando tutto questo è accompagnato da ironia, leggerezza e inconfondibile eleganza, allora diventa un dono ancora più prezioso.
La sua musica rimarrà nei nostri cuori e in quelli di tante generazioni, anche di quelle che verranno. Grazie Ornella, per la poesia, il coraggio, la verità e la bellezza che ci hai lasciato» (Roberto Bolle).
