
Pier Ferdinando Casini
Renzi nel 2022 candida Casini al Quirinale. L’interessato è cauto: «Renzi mi vorrebbe presidente della Repubblica? Presidenti della Repubblica si diventa, non ci si candida». I fatti gli danno ragione: i veti contrapposti tra centro-destra e centro-sinistra bloccano un accordo e alla fine viene rieletto capo dello Stato Sergio Mattarella, sempre su spinta dell’indomabile Renzi.
Pier Ferdinando Casini è un ex Dc come Matteo Renzi, ma lui è cauto per natura e storia mentre l’altro è scoppiettante e irruento. Casini è una vecchia volpe della politica italiana. Moderato per vocazione, 70 anni a dicembre, è da ben 42 anni in Parlamento (prima come deputato e poi come senatore). Ex presidente della Camera, naviga con disinvoltura dalla Prima alla Seconda fino alla Terza Repubblica. Nella Dc è uno stretto collaboratore del segretario Arnaldo Forlani, nella Seconda e nelle Terza Repubblica prima è alleato di Berlusconi poi del Pd nelle sue varie fasi (dal fondatore Walter Vetroni all’attuale segretaria Elly Schlein). A Montecitorio lo chiamano Pierfurby.

Pier Ferdinando Casini e Silvio Berlusconi
Va avanti sempre sotto le bandiere di un difficile centrismo nell’era infuocata del bipolarismo, del leaderismo, del populismo. È alleato con il centro-destra guidando il Centro Cristiano Democratico (Ccd) e poi l’Unione dei Democratici Cristiani e Democratici di Centro (Udc); quindi successivamente trova l’intesa con il centro-sinistra come leader prima dei Centristi per l’Italia e poi dei Centristi per L’Europa.
Adesso Pier Ferdinando Casini sembra pensare con congruo anticipo alle elezioni politiche del 2027. Sia la destra sia la sinistra per vincere le elezioni, sostiene, hanno bisogno del centro. Dice al Corriere della Sera: è essenziale conquistare «quel gran corpo moderato che in Italia fa sempre la differenza». Boccia l’estremismo e il radicalismo politico. Propone il varo di «una componente moderata nel centro-sinistra, non creata artificialmente da protagonisti del passato, ma da qualcuno nuovo, capace di creare un feeling con gli elettori moderati». Non a caso Matteo Salvini perde una valanga di voti moderati facendo slittare la Lega verso posizioni di estrema destra mentre Forza Italia di Antonio Tajani diventa il secondo partito del governo superando il Carroccio.

Matteo Renzi
Casini al Quirinale come punto di equilibrio accettabile da destra-centro e centro-sinistra? Egli smentisce di puntare a diventare presidente della Repubblica: «Ho il privilegio di avere avuto un lungo cammino alle spalle e di aver conosciuto tutti i grandi della Repubblica. Ho avuto tanto e non chiedo nient’altro. Al massimo posso dare qualche consiglio a chi li vuole».
In parallelo anche i centristi ex alleati Carlo Calenda e Matteo Renzi scaldano i motori in vista delle elezioni politiche. Il primo è in avvicinamento al destra-centro, il secondo è con difficoltà nella coalizione tra centro-sinistra e cinquestelle. Renzi progetta di costruire una grande forza centrista, una casa dei riformisti. Il leader di Italia Viva sostiene: «O noi costruiamo una forza che vale il 10%, o ci ritroviamo Meloni al Quirinale con pieni poteri». Renzi, 50 anni, ex presidente del Consiglio, già segretario del Pd, si ferma al problema delle elezioni politiche del 2027, non parla di Casini al Quirinale.
Certo se votasse l’attuale Parlamento per il Quirinale Casini avrebbe delle carte da giocare. Ma l’elezione del futuro capo dello Stato è fissata nel 2029 e questo compito spetterà al Parlamento eletto nel 2027, probabilmente ancora più spostato verso il centro-destra. In questo caso Casini avrebbe meno possibilità di spuntarla. La partita sul successore di Mattarella è tutta da giocare.
