
L’arcobaleno dopo un temporale a Roma
Quante volte, dopo un fortunale particolarmente intenso, abbiamo alzato gli occhi al cielo e siamo stati rasserenati dalla visione dell’arcobaleno? Penso molte volte nel corso della vita ed è sempre una visione emozionante e rassicurante.
In questa sede, però, non mi interessa indagare il fenomeno fisico ma coglierne, almeno superficialmente (questo è ciò che il mio modesto sapere mi consente), il significato biblico.
È utile e illuminante la seguente citazione: «Il mio arco pongo sulle nubi ed esso sarà il segno dell’alleanza tra me e la terra» (Genesi, 9, XIII).
L’arcobaleno rappresenta il collegamento tra il piano celeste – spirituale e il piano materiale – umano. Esso simboleggia il Patto di Alleanza tra Dio e l’uomo dopo il diluvio universale.
Alzare gli occhi al cielo e vedere l’arcobaleno è dunque un’esperienza anche spirituale, la quale, per chi crede, avvicina a Dio e ne è la manifestazione simbolica, mentre, per chi non crede, costituisce comunque un ponte tra i predetti due piani e ciò è fonte di serenità e sublimazione.
Il mio auspicio è che ciascuno di noi, nella propria vita, ne veda tanti di arcobaleni e attraverso essi acquisti e rafforzi la naturale tensione umana verso lo stato dello spirito.
