Lauren Bacall ipnotizzò
Bogart in tre settimane

Lauren Bacall, pseudonimo di Betty Joan Perske (New York, 1924 – 2014) è stata una famosa attrice che ha ricevuto nel 1993 il Golden Globe alla carriera, nel 1997 un Golden Globe e uno Screen Actors Guild Award per il film L’amore ha due facce, per il quale ha ottenuto la sua unica candidatura agli Oscar.

Lauren Bacall

Nel 1999 è stata classificata al ventesimo posto nella lista delle più grandi star femminili di tutti i tempi dall’American Film Institute. Nel novembre 2009 le è stato conferito il premio Oscar alla carriera.
Molto attiva anche in campo teatrale, ha vinto due Tony Award alla miglior attrice protagonista in un musical: nel 1970 per Applause e nel 1981 per Woman of the Year.
Figlia unica del polacco Wulf Perske, detto William, e della romena Natalie Weinstein, entrambi immigrati di religione ebraica, Lauren crebbe senza il padre che abbandonò la famiglia quando lei era ancora piccola. Visse quindi la sua infanzia con la madre e gli zii materni, ai quali era molto affezionata. Fin da piccola avrebbe voluto fare la ballerina e, ormai adolescente, si appassionò al cinema. Le piacevano l’attore Leslie Howard e l’attrice Bette Davis, che incontrò quando aveva appena sedici anni e a cui chiese un autografo: un ricordo indimenticabile.
Lauren frequentò l’Accademia americana di arti drammatiche ed ebbe alcune esperienze di recitazione a Broadway. Divenne celebre come fotomodella per la Walter Thornton Modeling Agency e apparve su una copertina della rivista Harper’s Bazaar, catturando l’attenzione del regista Howard Hawks. Debuttò subito sul grande schermo come protagonista accanto a uno fra i massimi divi di Hollywood, l’attore Humphrey Bogart, nel film Acque del sud (1944), tratto dal romanzo Avere e non avere di Ernest Hemingway.

Bacall, Lauren Bacall e Humphrey Bogart

Lauren Bacall e Humphrey Bogart

La giovane Bacall aveva allora un problema: la sua voce era troppo squillante per risultare sexy, e la pronuncia risentiva delle sue origini straniere. Seguì lezioni di dizione e canto per imparare a parlare secondo i dettami di Hollywood.
Davanti alla cinepresa per la tensione le tremava il mento, e quindi pensò di abbassare la testa, per fermare il tremore, e guardare dal basso in alto. Da qui lo sguardo che l’ha resa celebre, ribattezzato The Look.
Sul set di Acque del Sud nacque il grande amore di Lauren Bacall per Bogart. Lui era al suo terzo matrimonio, con l’attrice Mayo Methot, affetta da alcolismo come lui. Per le loro sfuriate in pubblico erano soprannominati i “battling Bogarts”.
«Non è stato un colpo di fulmine» disse Lauren ricordando il loro primo incontro. Inizialmente la parte di Humphrey Bogart doveva essere di Cary Grant, e lei era rimasta molto delusa del cambio. Durante le riprese però l’attrazione tra i due attori era così forte che non si poteva nascondere. Si chiamavano con i nomignoli dei loro personaggi di Acque del sud, “Slim” e “Steve”. La Bacall in un’intervista del 2007 ebbe a dire: «La chimica: non puoi ignorare la chimica». Dopo tre settimane di riprese, i due divennero inseparabili e Bogart la baciò per la prima volta. Quando le chiese il suo numero di telefono, lei lo scrisse su una scatola di fiammiferi. «Da quel momento, mi chiamava a tutte le ore, anche alle 3 del mattino, per incontrarci. Mia madre s’infuriava: dove pensi di andare a quest’ora, e con un uomo sposato?»
Oltre all’avversione della madre di Bacall e della moglie di Bogart, anche Hawks, forse innamorato di Bacall, tentò di dissuaderla dalla relazione. Dato il successo del loro primo film insieme, però, Hawks li scritturò di nuovo entrambi nel film Il grande sonno del 1944.

Humphrey Bogart

Quando Bogart le disse che avrebbe dovuto dare un’ultima chance alla moglie, che aveva smesso di bere per cercare di salvare il loro matrimonio, Bacall ricordò di avergli detto: «È una tua decisione e devo rispettarla; ma non mi piace». Dopo pochi mesi, comunque, Bogart divorziò e subito dopo, il 21 maggio 1945, sposò Lauren in Ohio. Pare che “Bogie”, come lei ormai lo chiamava, avesse pianto all’altare.
«Quando io e Bogie ci siamo sposati tutta Hollywood scuoteva la testa: nessuno pensava che il nostro matrimonio sarebbe durato. Solo noi sapevamo che non ci saremmo mai lasciati, perché ci amavamo davvero». Il loro fu infatti un matrimonio felice. Ebbero due figli, Stephen e Leslie. Girarono altri due film insieme ma poi Lauren decise di dedicarsi alla famiglia: «Bogie era un uomo all’antica» raccontò in un’intervista del 1979. Precisò: «Scherzava sul fatto che il posto di una moglie è a casa con i figli; ma un po’ lo pensava davvero. Aveva divorziato da ben tre attrici ed era convinto che matrimonio e lavoro non possano convivere. Se avessi vissuto per la mia carriera, avrei tolto qualcosa a Bogie e ai bambini: grazie a Dio mi sono dedicata a loro, anche perché purtroppo è durato poco».

Lauren Bacall

Nel 1956, infatti, a Bogart venne diagnosticato un cancro all’esofago e nel giro di un anno, il 14 gennaio del 1957, morì nella casa di famiglia a Westwood, Los Angeles. Una mazzata terribile: «La morte di Bogie è stata devastante, ma per fortuna avevo i miei figli su cui concentrarmi».
Poco dopo la morte di Bogart, Bacall ebbe un breve flirt con Frank Sinatra e poi tornò al suo primo amore, il teatro. Si trasferì perciò a New York. Si sposò una seconda volta, nel 1961, con l’attore Jason Robards, da cui ebbe un altro figlio, Sam. Anche Robards aveva problemi di alcool per cui divorziarono nel 1969, e poco dopo Bacall calcò le scene di Broadway in Applause (un musical basato sul celeberrimo film Eva contro Eva. La sua interpretazione le valse un Tony Award come migliore attrice. Da allora comparve in moltissimi film, tra cui Assassinio sull’Orient-Express di Sidney Lumet, Prêt-à-Porter di Robert Altman, Misery non deve morire di Rob Reiner (1990), L’amore ha due facce di Barbra Streisand e Dogville di Lars von Trier.
Lauren Bacall raccontò la sua straordinaria vita in due memorie: By Myself del 1978 e Now del 1994. In quest’ultima, parlò così dell’amore della sua vita: «Nessuno ha mai scritto una storia più bella di quella che abbiamo vissuto».