La tregua è già molto,
Ue assente a Gaza

Tregua a Gaza, Donald Trump e Benjamin Netanyahu

Donald Trump e Benjamin Netanyahu

Chiamarla pace non si può. Questi toni enfatici lasciamoli al presidente degli Stati Uniti, vocato com’è a superlativi e iperboli. Innegabile che questa volta abbia motivo d’essere soddisfatto. Però ancora non è la pur auspicabile pace. È una tregua a Gaza; già tantissimo, considerate le premesse.
Questo inizio di accordo non solo presuppone ancora tanto da trattare: molto di quello che si è discusso è opportuno resti riservato, conosciuto da pochi: i “lodi” vanno pubblicizzati con parsimonia. Parli pure chi non sa; chi sa non parli.
Gli storici, in questo senso, avranno molto da lavorare. È ingenuo credere che questi accordi siano frutti improvvisati. Certamente c’è stato un lavorio sotterraneo, che dura da tempo; probabilmente ha coinvolto più attori di quelli che compaiono.

I palestinesi festeggiano la tregua a Gaza

Papa Leone ha calibrato con molta attenzione le sue parole. Ragione in più per ritenere che la diplomazia vaticana abbia svolto un ruolo significativo. Ci sono poi due “attori” fondamentalmente silenti: Vladimir Putin e Xi Jinping. Silenzio non equivale a indifferenza; anche l’immobilità può essere un “muoversi”. Quale il prezzo del laissez faire di Russia e Cina? Ai paesi della Lega araba cosa è stato promesso e garantito?
Queste sono belle giornate. L’augurio è che non siano guastate dai fanatismi, sempre presenti e operanti; il problema di neutralizzarli c’è sempre, non si cancella con un trattato.
In questo contesto, un assente, il continente europeo, il più interessato: il Mediterraneo è un grande lago. È su come superare questa impotenza che si dovrebbe ragionare.
Infine: un po’ tutti raccontano che Trump ha obbligato Benjamin Netanyahu ad accettare il suo piano. Probabile. Ma come? Fino a ieri si diceva che Netanyahu si permetteva quello che si è permesso perché ricattava Trump, era a conoscenza di indicibili segreti relativi al caso del miliardario pedofilo Jeffrey Epstein, per inciso definito agente del Mossad…Ah! Il giornalismo…