I conti esplosivi
con il crollo di
religioni e ideologie

Siamo bombardati da una informazione che ci propone quasi esclusivamente orrori. Molti dei mali che ci affliggono sono quasi sempre attribuiti all’informazione, alla politica, ai dittatori, alla decadenza della famiglia e della società. Le continue testimonianze di questi giganteschi problemi, per italiani ed europei che non ne sono direttamente coinvolti, producono certamente indignazione, ma alla fine disinteresse e indifferenza, perché le responsabilità sono della politica, oppure di altre entità astratte e indefinite. Nessuno di noi ha fatto niente di male, perché sono i governi e tutti coloro che amministrano le società, a gestire le comunità e i loro interessi. Ma questa motivazione assolutoria è davvero quella convincente?

La Camera dei deputati

Quando si evocano queste identità astratte, sfugge però l’essenziale problema che i comportamenti umani sono tenuti da singole persone, che rispondono a ciò che pensano essere doveroso o forse oggi soltanto utile. E prima di tutto questi principi e regole sono quelli che abbiamo succhiato da bambini, con il latte di nostra madre e con le parole dei nostri nonni e dei nostri padri. In ogni caso, che lo si voglia o no, prima di compiere qualsiasi azione, ciascun individuo decide se è bene o male, e questa è una scelta forse emotiva e irrazionale che non dipende certo dalla legge. Infatti la legge dello Stato colpisce un comportamento solo se il codice penale lo proibisce, ma comunque quasi sempre dopo il compimento di un illecito. Condanniamo il femminicida quando sua moglie è già morta.
Qualche diversissimo esempio dei principi che regolano il nostro comportamento
Faceva molto bene Papa Francesco, come Leone XIV, a denunciare la produzione delle armi perché sappiamo tutti che servono solo per uccidere. Però gli assassini, con un joystick per pilotare un drone, spingendo il bottone per sganciare una bomba, o sparando con un fucile, sono singole persone, esseri umani con un nome e un cognome.
Spesso le inchieste televisive denunciano molte componenti dannose dei nostri cibi, come coloranti, conservanti ed altri additivi. Una trasmissione televisiva che seguo spesso, ha sviluppato un interessante inchiesta sulla pericolosità degli airbag delle automobili, che, grazie all’uso del nitrato di ammonio per far scoppiare il palloncino, hanno ucciso una ragazza.

Religioni, Papa Francesco con alcuni cardinali

Papa Francesco con alcuni cardinali

E solo grazie all’azione giudiziaria di una associazione di consumatori che ha colpito la società Stellantis, e altri produttori, è stato imposto di ritirare le auto potenzialmente pericolose, senza però tener conto del fatto che molti proprietari non avevano ricevuto le lettere di denuncia di questo grave difetto, e altri non potevano comunque permettersi di fermare le loro auto, perché ne avevano bisogno per il lavoro. I costi per le imprese prevalgono sulla salute di chi acquista i loro prodotti. Si attaccano le imprese, ma la responsabilità è anche, e soprattutto, delle persone, dei tecnici che hanno progettato gli airbag e dei singoli manager che li hanno montati nelle auto.
I ragazzi, i più giovani, si sono sempre picchiati, per varie ragioni, ma io, che ero uno dei più ‘vivaci’, non avrei mai pensato di utilizzare un coltello. Oggi invece molte bande di ragazzi si scontrano con coltelli ed altre armi, provocando ferite e spesso la morte. La società sarà sicuramente malata, ma il coltello è utilizzato da uno o più ragazzi, con nomi e cognomi.
In Italia, e in molti paesi del mondo, il lavoro è spesso sottopagato e sfruttato, e un datore di lavoro di Latina ha addirittura buttato un suo bracciante che si era tagliato un braccio, lavorando nella sua impresa, di fronte a casa sua come un rifiuto, senza pensare minimamente di dargli aiuto. Qui è più chiaro chi è il responsabile, ma è un singolo cattivo o ignora il principio del rispetto della vita?

Religioni, Braccianti immigrati nell'Agro Pontino

Braccianti immigrati nell’Agro Pontino

Moltissimi italiani, e non certo soltanto quelli che definiamo ‘stranieri’, ricorrono allo stupro e alla violenza per procurarsi il sesso, quindi non sono i migranti o gli italiani ad essere colpevoli, ma solo coloro che stuprano e violentano. Tutte queste persone saranno anche pazzi o criminali, o forse ignorano soltanto il rispetto della donna, eppure questo rispetto non è solo un principio cristiano ma un principio fondamentale anche del mondo islamico. Oggi per molte donne, ma anche per molti uomini, vendere il proprio corpo è diventato uno dei tanti lavori non per sopravvivere, come avveniva un tempo, ma per far soldi e vivere meglio. Se volete i nomi o gli pseudonimi, guardate i siti di incontri.
Il bullismo nelle scuole è divenuto una normalità: chi è più forte denigra il più debole, lo rende oggetto di vessazioni e prese in giro, spingendolo fino ad uccidersi. Il bullismo può essere anche un fenomeno attuale, ma il bullo, o i bulli, sono singoli giovani con nomi e cognomi, ai quali mancano prima di tutto regole personali di comportamento. Ho fatto esempi che possono essere puniti dal codice penale, invece non costituisce reato rimanere seduti sull’autobus senza lasciare il posto a una persona anziana. E neppure è reato disprezzare o ignorare qualcuno che consideriamo inferiore a noi, come non è un crimine non dare aiuto a una persona in difficoltà per la strada. Il buon samaritano non è più di moda.
Neppure raffinatezza ed eleganza sono più valori condivisi

Donne manifestano contro la violenza sessuale

E infine non vorrei dimenticare la profonda trasformazione anche del concetto di quello che consideravamo chic, cioè raffinato ed elegante. Per moltissimi anni, forse fino a qualche decennio fa, il gentiluomo inglese, come le persone educate di tutto l’Occidente, praticavano l’understatement. Era infatti considerato molto maleducato, privo di raffinatezza, ostentare la ricchezza o le proprie doti personali, nel rispetto di coloro che erano più poveri o più fragili di noi. Anzi, molti intellettuali dicevano che il gentleman inglese, il suo stile e i suoi comportamenti, di semplicità e frugalità, venivano addirittura dalla dottrina confuciana.
Un grande scrittore francese, Michel Onfray in uno dei suoi più recenti libri, descrive la vita di Plinio il Vecchio, in occasione dell’eruzione vulcanica che avrebbe distrutto Pompei. La vita di questo grande scienziato era semplicissima, mangiava in modo frugale, aveva un modestissimo giaciglio e si rivolgeva ai suoi collaboratori con grande cortesia, anche se era un patrizio e un uomo di grande cultura. Per molti secoli questi principi e regole di comportamento sono stati insegnati e diffusi, insieme al disprezzo per le persone ricche e maleducate, additate e derise per la loro rozzezza. Si potrebbe parlare in questo caso di educazione, ma certamente essa era molto importante, e prescriveva regole molto precise, prima e aldilà di ogni legge.
La morte delle religioni
Cosa voglio dire con questi esempi, che sembrano così eterogenei?
Il mio scopo è soltanto quello di proporre un argomento più profondo, che spesso sfugge, a moltissime persone, ma anche agli intellettuali e al mondo dell’informazione.

La basilica di San Pietro

Sappiamo tutti benissimo che il socialismo ha definito le religioni l’oppio dei popoli. Il grande storico israeliano Yuval Harari definisce le religioni come ‘narrazioni’, con una innegabile ironia e non è certo il solo. Una persona di cultura, un intellettuale, non ha bisogno della religione per comportarsi bene, gli bastano solo quelle che definisce la moralità o l’etica. Il mondo occidentale, e soprattutto quello europeo, è diventato sempre più ateo, considerando i principi religiosi come inutili sovrastrutture. Però sempre Harari, o Emmanuel Todd, uno dei più importanti sociologi del nostro mondo, nel suo recente libro La sconfitta dell’Occidente (2024), ci fanno anche riflettere sull’importantissimo ruolo che hanno sempre avuto le religioni nell’orientare i comportamenti umani.
Lasciamo pure da parte se siamo atei, intellettuali, colti e raffinati, gli aspetti metafisici, come l’inferno, il paradiso, angeli e diavoli, se nell’ostia che prendiamo per la comunione ci sia davvero il corpo di Gesù Cristo, e naturalmente ci fanno ancora più ridere le regole sull’alimentazione, come se, per essere brave persone, occorresse evitare di mangiare certi cibi. Questi aspetti di quasi tutte le religioni, ci sembrano ormai desueti e inutili, anche perché la scienza ne ha superati molti: È più logico credere alla teoria di Darwin, che alla creazione dell’uomo come la descrive la Bibbia. È difficile credere che i dieci comandamenti – benché ancora alla base delle regole della convivenza umana – siano caduti ai piedi di Mosè già perfettamente scritti su lastre di pietra. Certamente se li sarà inventati lui, ma, come avviene anche oggi, Mosè aveva bisogno di attribuirli ad una entità superiore ad ogni essere umano, che dipendesse soltanto dalla fede, e non da uomini in carne ed ossa che potevano essere contestati da altri.
I diritti umani possono sostituire i principi religiosi?

La Libertà che guida il popolo – Eugène Delacroix (Enciclopedia Corriere della Sera-Rizzoli Larousse)

Dalla rivoluzione francese in poi, sappiamo bene che i diritti umani, consacrati nella dichiarazione universale dell’ONU del 1948, sono stati concepiti e scritti da altri esseri umani, anche se grandi politici ed intellettuali. Essi avrebbero dovuto forse sostituire le norme delle religioni sui nostri comportamenti.
Però, insieme a queste ‘narrazioni’ religiose, sono anche crollate tutte quelle regole di comportamento, quegli stili di vita, che precedevano di gran lunga leggi, polizia e tribunali, perché i padri educavano in quel modo i figli, e discostarsene comportava non soltanto il pubblico biasimo, l’esclusione dalla comunità, ma anche la dannazione eterna. E sono crollati anche i comportamenti che derivavano dalle grandi ideologie del ‘900, il liberismo e il socialismo.
Un ragazzo che ne uccide un altro con un coltello probabilmente vive in una società malata, ma l’assassino è lui. Il pilota di un aereo che bombarda donne e bambini, non vede subito l’orrore che compie, ma è lui che ha premuto il bottone. La guerra che i soldati israeliani stanno facendo a Gaza, quella in una città, casa per casa, imporrà ad ogni soldato israeliano di massacrare esseri umani, donne e bambini, guardandoli in faccia. Avrà certamente la scusa di aver obbedito agli ordini, ma l’assassino è lui, anche se il più grande responsabile è il governo israeliano. Anche il nostro diritto penale non obbliga nessuno ad essere eroe e giustifica chi sacrifica la vita altrui per salvare la sua, però molte persone hanno fatto l’opposto, decidendo di disobbedire e sopportandone le pesanti conseguenze. I martiri cristiani sono morti per i loro principi e persino gli estremisti islamici, pur compiendo atti orrendi, si riferiscono al rispetto di una religione anche se interpretata da cattivi maestri. Nel bellissimo film Momenti di gloria, l’atleta ebreo rinuncia a gareggiare di sabato, perché le sue regole di vita erano superiori alla sua ambizione di sportivo.
Il nichilismo delle democrazie occidentali

Case distrutte nella Striscia di Gaza

In questo modo una gran parte della comunità umana, quella del mondo occidentale, che consideravamo l’esempio, il modello di sviluppo della conoscenza e della civiltà, si è trovata praticamente senza regole. Oppure, più precisamente, le uniche regole in vigore, sono quelle dello Stato, che si rispettano soltanto perché non farlo comporta una punizione, o danni economici, ma quando si può farla franca lo si fa senza esitazione! La realtà è che bisogna ammettere che la vita degli esseri umani, i loro comportamenti, i loro stili di vita, non vengono dai codici civili o penali degli Stati, ma sono sempre stati il risultato di profonde convinzioni, per secoli fornite dai credo religiosi e trasmesse dalle madri, dai padri e dalla comunità circostante. È vero che le religioni sono anche state lo strumento utilizzato dai potenti per sottomettere le comunità, ma questo conferma quanto la società umana ne abbia bisogno. Le crociate mandavano molti cristiani a massacrare migliaia di persone in nome di Dio, e Putin convince il popolo russo a invadere e massacrare gli ucraini per la difesa dei valori dell’ortodossia cristiana.
Sì ma …. Può funzionare una società senza principi e regole?

Jeff Bezos a Venezia per il suo sfarzoso matrimonio

Dopo il crollo delle religioni, quali sono i principi che regolano i comportamenti umani, soprattutto nelle società che si dicono democratiche dell’Occidente? Non ci sono più il premio di una vita eterna in paradiso, dopo la morte, o l’inferno che avrebbe costituito la punizione dei cattivi, è rimasto soltanto l’interesse individuale a vivere la vita nel miglior modo possibile. E senza altri principi questo ‘miglior modo possibile’ si traduce nella ricchezza, nel potere e nella fama.

Ho già scritto in questo periodico, ma anche rivolgendomi a persone di cultura o a giovani studenti, che non riesco a dimenticare il famosissimo saggio del filosofo francese Guy Debor La società dello spettacolo. È stato scritto nel 1965, io lo avevo letto negli anni 70, è un testo molto difficile e devo ammettere che avevo capito ben poco. Oggi però questo filosofo può essere considerato addirittura un profeta, un incredibile precursore dello sviluppo della nostra società.
Senza più regole, nel prevalere dell’interesse individuale, siamo diventati una società dello spettacolo, dove conta soltanto quello che gli altri possono vedere. Quindi il perseguimento – o addirittura l’invidia – della ricchezza, del potere, della fama è diventato l’unica regola che conta. Un matrimonio, come quello di Bezos, oggi è giudicato soprattutto dai soldi che è costato, il valore di una persona si calcola dal suo successo, in termini di potere e di soldi. Internet e i social media si sono rivelati lo strumento ideale per il consolidamento di questa società senza regole, che giustamente Emmanuel Todd definisce, con un termine filosofico, ma abbastanza chiaro, una società nichilista. Chiamiamo in causa la politica per molte disfunzioni e carenze della nostra società, dalla mancanza dei servizi, alla delinquenza, disagio giovanile, la denatalità. Ma i politici sono soltanto la nostra espressione, sono soltanto coloro che interpretano la società che hanno davanti, soprattutto con l’aiuto dei social media.

Religioni, Protesta di lavoratori precari del Cnr davanti Montecitorio</span>

Protesta di lavoratori precari del Cnr davanti Montecitorio

E, insieme al crollo dei principi un tempo forniti dalle religioni e dalle grandi ideologie, si è diffuso il disprezzo per le élite culturali, maestri, professori ed altri intellettuali, ai quali un tempo la società faceva riferimento, non solo per la spiegazione delle cose che non si capivano, ma anche per orientare i comportamenti (vedi La conoscenza ed i suoi nemici, Tom Nichols, 2023).
Il nichilismo del nostro mondo è quindi straordinariamente alimentato dalla confusione dell’informazione e della conoscenza. Tutti i diversi, i più fragili e più deboli, non sono più importanti, non fanno più parte della società umana, anzi rappresentano spesso un inutile peso. Il bellissimo mondo che avevamo, piante, animali e paesaggi che ci circondano sono soltanto strumenti per la nostra soddisfazione individuale. Noi non siamo i compagni di viaggio di piante ed animali, ma soltanto i padroni, che possono sfruttarli a piacimento.
Invece in molte comunità africane e islamiche che ho conosciuto piante e animali sono oggetto di rispetto e considerazione, come appunto componenti essenziali del nostro mondo.
Però dovremmo stare molto attenti, perché il nichilismo conduce al suicidio non solo di singole persone ma dell’intera comunità umana.