Ovviamente il lunghissimo discorso di Trump all’Assemblea dell’ONU farà parlare politici, giornalisti ed esperti di ogni genere per molti giorni a venire. Molti commenti già proposti sulla stampa ed in TV, sono certamente giusti e comprensibili.
Però, come sempre, si finisce per ricondurli o alla squadra dei suoi supporters in tutto il mondo, oppure a quella dei suoi più feroci critici. Nel mondo che abbiamo non si riesce ad uscire dal solito scontro tra bianchi e neri, o peggio, amici e nemici.

Donald Trump parla all’Assemblea Generale dell’Onu
Cerco di proporre qualche riflessione aggiuntiva prendendo spunto dai contenuti più provocatori e commentati del discorso di Trump. Riferendosi all’ONU, il Presidente dice: «Hanno un potenziale enorme, ma tutto ciò che fanno è scrivere lettere forti senza mai dare seguito. Parole vuote, e le parole vuote non fermano le guerre. Solo i fatti lo fanno».
Questa critica ha probabilmente un fondo di verità. L’ONU non è stata all’altezza del grande compito di preservare la pace, assegnatole dai suoi creatori dopo la Seconda Guerra Mondiale. Facile a dirsi, ma a parte l’Assemblea Generale, i reali poteri decisionali appartengono al Consiglio di Sicurezza e soprattutto ai cinque membri permanenti (Cina, Francia, Regno Unito, Russia, Stati Uniti), gli Stati più potenti, vincitori di quel conflitto, che con il diritto di veto possono bloccare ogni decisione. Nella gran parte delle volte, quando l’ONU voleva intervenire concretamente, con i famosi caschi blu, è stato proprio il veto soprattutto di USA e URSS ad impedire questi interventi. Non dimentichiamo l’orrore di Srebrenica, quando i caschi blu olandesi assistettero impotenti – e anche vigliacchi – al massacro perpetrato dai Serbi. Ed altrettanto impotenti sono i militari italiani nel sud del Libano, che devono anche subire le provocazioni del governo israeliano. Se l’ONU non ha avuto gli strumenti concreti per il peace keeping o per il peace enforcing, si deve soprattutto agli USA e all’URSS, oggi la Russia di Putin. È vero, la grande organizzazione della pace non ha funzionato perché un multilateralismo gestito dai potenti non può funzionare, ma la responsabilità è loro.
Leopold Sedar Senghor, il primo Presidente del Senegal dopo l’indipendenza, era un poeta oltre che un attivista e mentre un giornalista lo stava lodando per la sua saggezza e la sua capacità politica, rispose «nous avons aussi notre negritude».

Donald Trump e i capi di governo europei
L’ONU si è gigantescamente dilatata nel suo personale e con la creazione di molte agenzie specializzate, spesso popolate da funzionari di tutti i paesi, scarsamente competenti e con poca intenzione di partecipare a missioni difficili e rischiose. Troppe persone di ogni genere e troppo pagate costituiscono un aspetto negativo di questa unica istituzione globale. Io che ho lavorato con l’UNDP e l’UNIDO, posso personalmente testimoniarlo, ma un buon politico non butta il bambino con l’acqua sporca.
Trump sostiene: «L’Europa deve smettere di comprare petrolio e gas dalla Russia e fare un passo avanti». Non si può dargli completamente torto, ma l’Europa è l’unica organizzazione multilaterale che comprende 27 Stati, ha un Parlamento eletto dai cittadini, possiede una sola moneta e associa paesi democratici. Sarà quindi più difficile, forse impossibile, ottenere il decisionismo di un dittatore, ma noi europei la preferiamo così. Nelle società democratiche, dove i cittadini possono liberamente protestare e la stampa è libera, ci vuole più tempo per aggregare il consenso, ma, come si vede, sono le proteste contro Putin e i massacri a Gaza che stanno spingendo l’UE a sanzioni più forti contro questi assassini. L’Europa sarà meno efficace dei dittatori, ma Trump, che sembra oggi il più decisionista del mondo, non ha minimamente influito né su Putin, né su Netanyahu, dopo aver sbandierato che avrebbe posto fine alle guerre in pochi giorni.

Immigrati clandestini deportati da Donald Trump
Il discorso del presidente degli Stati Uniti sull’immigrazione ha più destinatari: «Abbiamo intrapreso azioni coraggiose per bloccare rapidamente l’immigrazione incontrollata. I vostri Paesi andranno all’inferno». Questa è solo una affermazione propagandistica per il popolo MAGA e le destre europee. Sono soltanto chiacchiere perché per prima cosa bisognerebbe sapere chi sono davvero i migranti in un paese come gli Stati Uniti, nato dall’immigrazione e dove persone che vi lavorano da decine di anni, mancano soltanto di un timbro burocratico che attesti la loro cittadinanza o residenza. Inoltre in un paese gigantesco come l’America arrestare e mandare in mezzo ai coccodrilli un gruppetto di migranti, è solo propaganda: sarà quasi impossibile ricercare e colpire i milioni di immigrati che sono dappertutto in America e che spesso saranno aiutati e nascosti dai molti americani per i quali lavorano o curano i figli. Infine l’Europa ha il difetto di proteggere i diritti di tutti, e il difetto ancora più grande di avere una giustizia libera che difende ogni cittadino, incluso il migrante, dal potere dello stato. Andremo all’inferno oppure in paradiso?
La Guerra in Palestina. Qui il Presidente non sa che dire e infatti non dice nulla, se non la banale osservazione che bisogna combattere il terrorismo. Però molti repubblicani cominciano ad essere disgustati dei massacri di donne e bambini, anche con la fame. Trump inneggia ai valori del cristianesimo, ma dimentica questi valori quando non sa che dire.

Un comizio di Donald Trump
Il clima è un altro cavallo di battaglia di Trump: «Il cambiamento climatico è stato creato da gente stupida. Se non vi liberate da questa truffa verde, fallirete». Non vale la pena di ascoltare Trump quando critica la scienza o addirittura fa il farmacologo, criticando il pericolosissimo Tyrenol. È vero che le misure verdi di molti paesi e dell’Unione Europea, stanno creando una rivoluzione industriale ed ogni rivoluzione industriale ha fatto le sue vittime. I vetturini delle carrozze a cavalli inglesi attaccarono violentemente le prime automobili, però alcuni di loro si sbrigarono a diventare autisti.
Nessuno fa notare invece, parlando del settore auto, che una importante colpa del disastro deve essere attribuita al management di queste imprese, che sapeva, da più di un decennio, che le auto avrebbero dovuto cambiare. Questi manager strapagati di ieri e di oggi, dovrebbero essere cacciati subito o pagare il prezzo più alto: invece vedremo che, come è avvenuto per le banche dopo la crisi del 2008, sarà richiesto ai cittadini e ai più deboli di pagare per l’avidità e l’incompetenza dei capi.
L’uso della Guardia Nazionale negli Stati. Ogni dittatore o aspirante tale, si serve della sicurezza per ingenerare paura e giustificare provvedimenti violenti e repressivi che però servono solo a manifestare e concentrare il potere. Se la società presenta grandi malattie, come la povertà, l’esclusione, la droga o addirittura le malattie mentali, i soldati nelle strade potranno arrestare o ammazzare qualcuno, ma la delinquenza rimarrà più o meno la stessa. In Italia, nonostante il Decreto Sicurezza, le proteste per la Palestina hanno permesso a qualche violento di operare danni e distruzione. La polizia sarà in grado di individuare ed arrestare tutti i facinorosi? Oppure anche questa violenza potrebbe essere generata da una diffusa protesta contro la politica, tutta la politica, perché essa risponde sempre meno alle esigenze dei cittadini?
Quelle di Trump sono prevalentemente chiacchiere rivolte al popolo MAGA e alle destre europee, però io sono convinto che presto molti capiranno che i provvedimenti che sbandiera non sono risposte dure e forti, ma soltanto una propaganda vuota ed inefficace.
