Nessuna misura Ue
contro Israele

«Forte preoccupazione per la situazione umanitaria». E basta. Si fa fatica a crederci, ma è tutto quello che è filtrato dai piani alti dell’Unione europea dopo una delle ultime stragi di civili palestinesi fatta dai soldati israeliani nella Striscia di Gaza. Con più di cento innocenti bombardati e uccisi mentre erano in fila per il cibo.

Stragi di civili palestinesi, La chiesa cattolica bombardata a Gaza dall'esercito israeliano

La chiesa cattolica bombardata a Gaza dall’esercito israeliano

Da notare che il massacro è arrivato solo poche ore dopo la telefonata (giovedì 17 luglio) del premier Benjamin Netanyahu, al papa per “scusarsi” di un altro raid, quello sulla chiesa cattolica di Gaza, a suo dire colpita “per errore”. Versione su cui ovviamente “è legittimo dubitare”, come ha commentato freddamente il segretario di Stato vaticano Parolin. Mentre un altro cardinale, il patriarca di Gerusalemme, Pizzaballa sfidava il premier israeliano entrando a Gaza con un carico di 500 tonnellate di aiuti per la popolazione civile. E l’Unione europea? Anche questo può sembrare incredibile, ma ai piani alti della Commissione di Bruxelles preferivano trincerarsi in un timoroso silenzio.
Ora, se nemmeno le bombe sui fedeli riuniti in una chiesa o l’uccisione di donne vecchi e bambini che cercano qualcosa da mangiare hanno smosso l’Ue, è segno che l’Europa ha perduto ogni autorità morale. E ha rinunciato a mettere in campo una qualsiasi azione concreta per fermare il genocidio in corso nella Striscia di Gaza.

Pierbattista Pizzaballa

A questo punto i vertici di Bruxelles dovrebbero spiegare i due pesi e le due misure nei confronti di Putin e di Netanyahu. Insomma, per quale strana ragione l’invasione dell’Ucraina è stata considerata “illegale”, e come tale ha portato a sanzioni contro la Russia, mentre sul genocidio israeliano dei palestinesi sono stati chiusi gli occhi. Ancora adesso, contro Israele, che continua a massacrare i civili senza risparmiare nemmeno le donne, vecchi e bambini non viene presa alcuna misura.
Si tratta di una posizione ambigua che caratterizza l’intero vertice della Commissione Ue. Compreso Antonio Costa che invece da premier portoghese, prima di essere nominato presidente del Consiglio europeo, aveva fatto un discorso duro su Israele assumendo una posizione netta: «Non possiamo difendere il diritto internazionale quando la Russia invade l’Ucraina e poi ignorarlo quando Israele attacca il popolo palestinese…».