I Paperoni affondano
la democrazia

Soldi, soldi e ancora soldi. Ecco i centimiliardari, i signori del denaro e del potere. C’è chi non riesce a pagare la bolletta della luce e chi vive nel lusso più sfrenato.

Centimiliardari, Bezos e Musk all'insediamento di Trump alla Casa Bianca

Bezos e Musk all’insediamento di Trump alla Casa Bianca

C’è chi non riesce ad affrontare le spese per curarsi e chi viaggia su jet e yacht privati. Le disuguaglianze sociali sono diventate dirompenti negli ultimi 30 anni. Sono addirittura diventate esplosive negli ultimi 10 anni. È stata inventata perfino una nuova denominazione per catalogare gli ultra ricchi: i centimiliardari, cioè i Paperoni con un patrimonio superiore a 100 miliardi di dollari.
Sono 17 in tutto il mondo i centimiliardari, per la maggior parte statunitensi, secondo i conteggi dell’agenzia Bloomberg. Ci sono i “magnifici 7” (si fa per dire) del denaro, in testa c’è Elon Musk con quasi 400 miliardi di dollari. Sono nomi notissimi, tutti americani, sono miliardari per la maggior parte attivi nell’industria dell’alta tecnologia o nel mondo della finanza: Elon Musk, Jeff Bezos, Mark Zuckerberg, Larry Ellison, Bill Gates, Warren Buffett, Steve Ballmer. Sono i cosiddetti oligarchi della tecno destra trumpiana. Qualcuno come Musk tifa perfino per l’estrema destra tedesca con venature neo naziste.

Elon Musk e Donald Trump

In molti casi la contiguità con la politica è fortissima e ciò facilita importanti commesse pubbliche per gli imprenditori multimiliardari. Musk, il più ricco, in particolare ha appoggiato e appoggia in maniera entusiastica Donald Trump anche se da fine maggio si è dimesso dall’incarico di governo per tagliare la spesa pubblica. Contesta la legge di Bilancio perché fa ulteriormente aumentare il debito pubblico già a un livello astronomico. Il presidente degli Stati Uniti va avanti nel tagliare ancora le tasse agli alti redditi e fa salire il debito ma si dispiace per l’addio del proprietario di Tesla e Starlink: è convinto «che presto tornerà con noi». 

I ricchi del mondo prosperano sulle spalle dei poveri. Nel 2020 l’1% più ricco del pianeta deteneva quasi la metà della ricchezza totale, che saliva oltre il 70% per il 5% più ricco. E la situazione peggiora ancora.
La società scossa dalle disuguaglianze è sempre più divisa, frammentata, ingiusta. L’Italia, l’Europa e gli Stati Uniti hanno un nuovo problema enorme da affrontare: la gigantesca crescita delle differenze sociali. Le società occidentali sono travolte dall’estremizzazioni della ricchezza un tempo requisito dei regimi autocratici: in alto i miliardari (in dollari e in euro) che molte volte pagano tasse ridotte o non le pagano affatto anche in modo legale, dall’altra i diseredati retribuiti a nero anche con meno di 10 euro l’ora. In mezzo c’è un ceto medio impoverito e incattivito (basti pensare che in Italia un professore o un operaio in genere guadagnano 1.500 euro al mese). Lo sfruttamento e gli scarsi controlli fanno crescere il precariato e i morti sul lavoro (oltre mille “morti bianche” l’anno, in media tre al giorno). Aleggia l’incertezza su cosa farà il più ricco dei centimiliardari.

Jeff Bezos scende dalla sua navicella spaziale

Lo sviluppo del capitalismo selvaggio sulla rotta della globalizzazione ha travolto tutti i vecchi equilibri nella redistribuzione della ricchezza. Musk è un imprenditore innovativo ma per macinare profitti non ha remore a praticare i licenziamenti di massa senza badare molto ai diritti dei lavoratori.
I partiti, in maniera consapevole o inconsapevole, hanno dato un calcio all’uguaglianza sociale. Il virus ha contagiato le destre liberali ma finanche le sinistre. Sono stati intaccati i diritti conquistati nel dopoguerra dalle socialdemocrazie europee, in testa le garanzie dello stato sociale: sanità, istruzione, abitazione. Le disuguaglianze hanno causato per reazione la vittoria travolgente di populismi vecchi e nuovi, di destra e di sinistra che hanno prodotto solo danni. È stata ferita la stessa democrazia, non a caso l’astensione elettorale supera anche il 50% degli aventi diritto al voto.
I giornali pubblicano notizie che sono un inno alla rivolta. Prendiamo gli articoli sul “matrimonio dell’anno”: Jeff Bezos e Lauren Sánchez si sposeranno a Venezia, saranno dal 24 al 26 giugno nella città incantata dei dogi spendendo circa 10 milioni di dollari e occupando con i loro invitati cinque alberghi di lusso sul Canal Grande.
In questa situazione uno sfruttato fa fatica a capire perché va difesa la libertà, intesa come libertà dei ricchi di fare ciò che vogliono. La libertà ha un altissimo valore politico ed etico alla base della stessa dignità umana ma va sostenuta dall’uguaglianza sociale e civile. C’è da ricostruire tutto. Ma non si vedono segnali di rinnovamento.